Venezia è un paradosso felice. Città d’acqua e di vicoli e insieme insediamento sulla terraferma, patrimonio fragile e insieme snodo di treni, strade e un aeroporto internazionale, negli ultimi anni ha messo in campo infrastrutture che molte città europee invidiano. Piste ciclabili che si avvicinano ai 200 chilometri, sharing per auto ibride, bici e monopattini, una flotta del trasporto pubblico che si rinnova con autobus elettrici e a celle a combustibile, vaporetti ibridi in arrivo. Il punto ora non è più tanto costruire, ma far usare. Ed è qui che entra in scena un concorso, sostenuto dal Comune, che a Venezia ha trovato due vincitori decisi a lavorare sulla cosa più complessa di tutte: le abitudini.
BetterPoints, società britannica, e Factual Consulting con OpenMove, realtà iberico italiana, si sono aggiudicate la Sustainable Cities Challenge dedicata alla città lagunare. L’annuncio segna la conclusione della tappa veneziana del concorso globale triennale promosso da TMF e sostenuto dal Comune di Venezia per contribuire ad accelerare lo sviluppo di soluzioni di mobilità urbana sostenibile.
Le due società riceveranno un finanziamento di 500mila dollari per portare su scala cittadina strumenti che promettono di rendere più semplice, divertente e conveniente scegliere bus, battelli, bici e servizi condivisi al posto dell’auto. Non nuove infrastrutture quindi, ma piattaforme digitali e attività in presenza capaci di spingere all’azione quotidiana: registrare gli spostamenti, pianificare un tragitto intermodale, riscattare un premio al negozio sotto casa, partecipare a una gara tra colleghi o compagni di classe, scoprire che un percorso a piedi richiede meno tempo di quanto si pensi.
L’app di BetterPoints, Bella Mossa, propone strumenti di engagement, dalla gamification ai sistemi di ricompensa locali. Nei mesi di test tra il 2025 e il 2026 ha sostituito decine di migliaia di viaggi in auto e messo in sella a una bici utenti che normalmente non pedalano.
Factual, con la piattaforma Andemo sviluppata insieme a OpenMove, ha lavorato su micro incentivi e facilità d’uso: durante l’esperimento pilota i download hanno superato quota 1.700, con un utilizzo medio elevato e una buona percezione di miglioramento dell’esperienza di mobilità. Numeri da progetto pilota, certo, ma sufficienti per convincere Comune e Fondazione a puntare su un salto di scala.
La posta in gioco non è di poco conto. Sulla terraferma e nelle isole “motorizzate” si continua spesso a scegliere l’auto per abitudine, scarsa conoscenza delle alternative, la percezione di complessità da superare. L’idea della Toyota Mobility Foundation, sostenuta dal Comune, era quella di ribaltare la dinamica: non chiedere uno sforzo ai cittadini, ma ridurre gli “attriti” e aumentare i benefici immediati. Iscriversi a una sfida, guadagnare crediti per uno sconto, trovare con due tocchi il tragitto più veloce combinando bici e bus. E intanto far crescere consapevolezza, a scuola e nei luoghi di lavoro, con eventi e attività di quartiere. Una leva comportamentale che, se funziona, trasforma infrastrutture già disponibili in scelte di massa.
Venezia è una delle tre tappe mondiali della Sustainable Cities Challenge, realizzata anche in collaborazione con Challenge Works e World Resources Institute, insieme a Detroit e Varanasi, ed è l’unica città europea del programma triennale. Prima i progetti hanno ricevuto 180 mila dollari per l’avvio, ora arrivano nuove risorse per il dispiegamento effettivo nella vita quotidiana della città. Serviranno per testare, misurare, scalare, e avvicinarsi a un obiettivo pratico ambizioso, buono per la laguna ma anche per le altre città storiche d’Europa. Una città antica, iper visitata e complicata può far crescere l’uso del trasporto pubblico e della mobilità attiva se abbina investimenti materiali a strumenti che parlano alle persone. Non bastano bus elettrici e vaporetti ibridi se l’app non è chiara, se il biglietto integrato è complicato, se il premio per aver lasciato l’auto in garage non arriva mai.
“La sfida è portare residenti, lavoratori e visitatori verso abitudini più sostenibili”, spiega Roberto Di Bussolo del Comune di Venezia. Per Monica Perez Lobo, program director della Toyota Mobility Foundation Europe, l’obiettivo è rendere la mobilità urbana “più inclusiva e accessibile”. Il programma entrerà ora in una fase di applicazione su scala più ampia.









