Storie Web martedì, Giugno 16

È arrivato il via libera dell’aula della Camera al decreto sui rimpatri volontari assistiti, già approvato in prima lettura dal Senato senza subire alcuna modifica. Il Dl sicurezza-bis o Dl rimpatri è il correttivo di un precedente decreto legge che, a seguito dei confronti con il Quirinale riguardo alla costituzionalità dei suoi contenuti, era stato ritenuto necessario rettificare.

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L’obiettivo principale era modificare la disposizione contenuta nel primo provvedimento che prevedeva un incentivo per gli avvocati delle persone straniere che avessero aderito volontariamente alla procedura di rimpatrio.

L’incentivo agli avvocati

La misura originale, infatti, introduceva un indennizzo di 615 euro – da erogarsi a rimpatrio effettuato – per i rappresentanti legali di chi avesse preso parte a un programma di rimpatri volontari assistiti. Nel decreto si parlava anche di una collaborazione con il Consiglio nazionale forense (Cnf).

Proprio il Cnf aveva criticato aspramente la disposizione. Infatti, nel testo del Dl sicurezza-bis è stato eliminato ogni riferimento al Consiglio nazionale forense dall’elenco dei soggetti che possono collaborare con il ministero dell’Interno all’attuazione dei piani di rimpatrio.

Nel nuovo testo, poi, il compenso previsto come incentivo ai rimpatri volontari – che rimane di circa 615 euro, pari al contributo economico per le prime esigenze – viene destinato al «rappresentante munito di mandato che ha fornito assistenza allo straniero nella presentazione della richiesta di partecipazione a un programma di rimpatrio volontario assistito» invece che al «rappresentante legale munito di mandato» come prevedeva il Dl originale.

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