Non solo remigrazione, tolleranza zero sui reati e stop agli aiuti economici e militari all’Ucraina. E la frase skock sul femmincidio. Ma anche ok al nucleare di seconda generazione; stop agli incentivi in bolletta alle energie rinnovabili; uscita dal Green Deal e abolizione della carbon tax; meno tasse per le Pmi con un’aliquota forfettaria; “mutuo tricolore” per chi compra la prima casa; quoziente familiare, con drastica riduzione dell’Irpef per ogni figlio; aumento delle detrazioni per le attività sportive, a prescindere dal reddito. E sport per tutti perché è un investimento nel benessere personale e garanzia di spendere meno soldi per curare le malattie.
L’assemblea costituente di Futuro Nazionale è l’occasione anche per l’illustrazione più ampia del programma del partito su economia, fisco, imprese, lavoro (ma anche su giustizia, sanità, cultura). Un programma tratteggiato prima da Lorenzo Gasperini (ex capogruppo provinciale della Lega a Livorno) che chiude sfoggiando citazioni di Giorgio Almirante (“La destra o è coraggio o non è”). E poi rilanciato nel dettaglio dallo stesso generale. Mentre l’ex leghista Domenico Furgiuele (che aveva “ospitato” alla Camera la conferenza stampa sulla remigrazione proposta da realtà come Casapound) sdogana la parola “camerata”, salutando così il pubblico.
Meno tasse per le Pmi
Si parte dalla riduzione delle tasse. Vannacci si dice a favore di uno sviluppo economico basato sulla valorizzazione del merito, e sulla «riduzione del carico fiscale che grava su lavoratori e imprese». Al centro c’è la valorizzazione delle Pmi «che rappresentano il 96% dell’economia nazionale e un impulso strategico all’economia della nazione. Di qui la proposta di una «aliquota forfettaria unica per le piccole e medie imprese». Se «funziona per le partite Iva perché non dovrebbe funzionare per le piccole e medie imprese?», si chiede Vannacci.
Nucleare di ultima generazione
Sul fronte energetico, Futuro nazionale vuole «l’implementazione del nucleare di ultima generazione». Ma «vogliamo essere liberi di comprare energia da chi ce la vende al miglior prezzo» spiega Vannacci, che tiene dunque la porta aperta all’acquisto di petrolio e gas dalla Russia. Più spazio poi all’idroelettrico («dobbiamo costruire più dighe») e incentivi alle biomasse. Stop agli incentivi in bolletta alle energie rinnovabili. No alla dismissione delle centrali a carbone.
Il mutuo tricolore e stop decreto flussi
Lo slogan “l’Italia agli italiani” si traduce inoltre nella «introduzione del requisito della cittadinanza per le case popolari». Ma anche in quello che viene definito il «mutuo tricolore per chi deve acquistare la prima casa». In pratica un mutuo garantito dallo Stato (a tassi variabili in base ai figli). Vannacci chiede inoltre lo stop al decreto flussi e la revoca della cittadinanza a chi commette reati. E fissa poi al 4% la quota di immigrati che dovrebbero essere ammessi in Italia (comunque assimilati alla cultura e ai valori nazionali). Per il leader di FnV «con oltre il 12% di stranieri sul suolo nazionale, l’omogeneità culturale è già compromessa, la sovrapposizione di civiltà e culturare diverse genera soggetti schizofrenici»











