Storie Web giovedì, Giugno 11

Il decreto accise ter taglia il traguardo della prima lettura al Senato (con approvazione dell’Aula per alzata di mano) e si prepara a passare alla Camera per l’ok definitivo (da incassare entro il 29 giugno), imbarcando anche il decreto accise quater. Entrano così, tra le altre, anche le regole per il versamento di imposte e contributi di 4,5 milioni di partite Iva soggette a pagelle fiscali (gli Isa) e collegate (come chi applica la flat tax) che potranno andare alla cassa fino al 20 luglio (rispetto alla scadenza del 30 giugno) e poi deal 21 luglio al 20 agosto con la maggiorazione dello 0,80 per cento. Per il resto, arriva più tempo ai Comuni ma anche uno slittamento della finestra per le domande da parte dei contribuenti per la rottamazione quinquies per Comuni ed enti locali. Ma non solo. Stop al telemarketing selvaggio: la stretta alle chiamate commerciali viene estesa anche al settore delle telecomunicazioni. Approvato lo “scudo erariale” per i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia (ex Ilva) in relazione al nuovo prestito da 100 milioni concesso dallo Stato per garantire la continuità operativa in attesa della cessione.

Il nuovo calendario della rottamazione di cartelle su multe, Imu e Tari

La conversione del decreto cambia, quindi, il calendario della rottamazione quinquies per multe, tributi (come Imu e Tari) ed entrate patrimoniali di Comuni e altri enti locali. Le principali modifiche riguardano lo spostamento del termine per le adesioni degli enti dal 30 giugno al 31 luglio (entro questa data il Comune deve avere pubblicato il provvedimento sul proprio sito internet e deve averlo comunicato all’agente della riscossione) e, allo stesso tempo, la revisione del calendario per la dichiarazione dei contribuenti interessati (la finestra diventa dal 16 ottobre al 15 dicembre) e del termine per la prima o unica rata (secondo la proposta diventa il 31 marzo invece del 31 gennaio 2027). Come ricordato da una nota dell’Anci «il termine del 30 giugno risultava troppo ravvicinato per la generalità degli enti e proibitivo per i numerosi Comuni coinvolti nelle tornate elettorali locali di maggio e giugno».

Estesi a paletti al telemarketing selvaggio

Tra le altre modifiche approvate, il divieto di telefonate commerciali indesiderate introdotto ad aprile dal decreto bollette per l’energia e il gas viene ora allargato anche alle telecomunicazioni. La formulazione approvata (su cui il Governo si è rimesso alla commissione) mantiene l’impianto della stretta adottata ad aprile in base alla quale il professionista può contattare il consumatore per telefono, anche mediante l’invio di messaggi, qualora vi sia stata una richiesta effettuata direttamente al professionista o il contatto sia stato effettuato nei confronti dei propri clienti di energia elettrica e gas che abbiano espresso specifico consenso a ricevere proposte commerciali. Inoltre le chiamate devono essere effettuate da un professionista con un numero che lo identifichi univocamente. In caso contrario i contratti sono nulli. Con il testo approvato le norme si applicano anche alle tlc.

Era stata presentata in commissione una terza versione dell’emendamento che non prevedeva la possibilità di chiamate qualora vi fosse stata richiesta o consenso da parte del consumatore né il numero univoco per i professionisti, ma non è stata posta al voto. «È un segnale importante a tutela dei cittadini, spesso bersaglio di telefonate invasive e ingannevoli» spiegano in una nota i senatori della Lega Massimo Garavaglia, presidente della commissione Finanze, e Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Attività produttive in relazione all’emendamento approvato.

Caro carburante, tax credit anche per gli autobus ma a risorse invariate

Il credito d’imposta contro il caro carburante per l’autotrasporto viene esteso anche agli autobus per il trasporto di passeggeri (a risorse invariate che attualmente ammontano a 300 milioni di euro) su sollecitazione di emendamenti bipartisan di maggioranza e opposizione.

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