Storie Web mercoledì, Giugno 10

In qualche caso è una soluzione per evitare il cosiddetto «sovraccarico» nei centri storici. In qualche altro per ridurre le emissioni. Certo è che il numero di zone a traffico limitato non è comunque basso e la presenza si riscontra dal piccolo borgo alle grandi città. Secondo la ricerca «Auto e Città, oltre il divieto» dell’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, di cui l’Unrae è partner, l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di Ztl e concentra oltre la metà delle restrizioni alla circolazione urbana presenti nel continente.

L’indagine

L’indagine, presentata a Roma, analizza il rapporto tra mobilità privata e spazio urbano alla luce delle nuove esigenze ambientali, economiche e sociali. Secondo lo studio, su circa 500 Ztl attive nel continente, ben 446 si trovano in Italia. Complessivamente il nostro Paese conta 485 limitazioni tra Ztl, Low Emission Zone (Lez) e sistemi di congestion charge, pari al 56,2% del totale europeo. Se da un lato le misure di regolazione del traffico contribuiscono a ridurre emissioni e congestione, dall’altro la ricerca evidenzia una forte frammentazione normativa.

Il confronto con gli altri Paesi

C’è poi il confronto con gli altri Paesi europei. Per esempio, come emerge dalla ricerca, a differenza di Francia, Spagna e Germania, che adottano criteri nazionali uniformi, in Italia regole e modalità di accesso variano sensibilmente da città a città.

Dalla ricerca, come sottolinea Fabio Orecchini, direttore dell’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, «la grande attenzione che l’Italia dedica al tema della mobilità urbana, ma appare evidente l’assenza di un coordinamento efficace a livello nazionale». Secondo il direttore, inoltre, sarebbero necessari standard comuni sia per le basse emissioni sia «una piattaforma nazionale capace di raccogliere tutte le informazioni sulle restrizioni locali».

Gli incentivi

Un altro aspetto evidenziato dallo studio, riguarda poi il fatto che le politiche di contenimento e limitazione hanno una maggiore efficacia se «accompagnate da incentivi al rinnovo del parco auto e da un potenziamento del trasporto pubblico, così da coniugare sostenibilità ambientale ed equità sociale». Per Roberto Pietrantonio, presidente dell’Unrae, «oggi assistiamo a una sorta di balcanizzazione della mobilità: regole e divieti differenti da città a città generano confusione e incertezza. Le città migliori», aggiunge, «saranno quelle capaci di conciliare sostenibilità, inclusione e libertà di movimento».

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