Nonostante l’instabilità del contesto internazionale, l’economia italiana regge. A sostenerlo è un’analisi dell’Ufficio studi di Confcommercio sulle prospettive economiche del Paese diffusa in vista dell’Assemblea generale della Confederazione in programma mercoledì 10 giugno a Roma, a cui prenderà parte anche la premier Giorgia Meloni.

Secondo l’indagine, malgrado il blocco dello stretto di Hormuz e le difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime essenziali come il gas, lo scenario rimane «favorevole alla crescita» e distante dallo spettro della recessione. L’incertezza, infatti, non sembra essersi tradotta in un «diffuso deterioramento della fiducia» dei consumatori.

Il quadro macroeconomico

Le stime di Confcommercio sulla crescita dell’economia e dei consumi italiani sono più ottimistiche rispetto a quelle delle principali istituzioni nazionali e internazionali. Il Pil, secondo la Confederazione, è destinato ad aumentare dello 0,9% nel 2026, i consumi dell’1,2%, a fronte degli incrementi rispettivamente dello 0,5% e dell’1% registrati nel 2025.

Gli investimenti, invece, che lo scorso anno avevano mostrato una crescita del 3,5%, dovrebbero aumentare dell’1,8% nel 2026, mentre le esportazioni dell’1 per cento. Meno favorevoli appaiono i dati per il 2027: secondo le previsioni dello studio, le esportazioni vedranno un incremento dell’1,8%, ma il Pil dello 0,7%, i consumi dello 0,8% e gli investimenti dello 0,7 per cento.

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I motori della crescita

L’analisi rivela che sono numerosi i fattori che contribuiscono alla capacità di tenuta mostrata dall’economia italiana. Innanzitutto, un’inflazione di fondo che rimane sotto la soglia del 2%, dimostrando come «il sistema produttivo e distributivo non abbia trasferito integralmente sui prezzi gli effetti degli shock esterni». Risulta poi fondamentale «un mercato del lavoro ai massimi storici».

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