Il chirurgo è a Roma ma il paziente è a Pechino: per la prima volta al mondo è stata eseguita, con un intervento di telechirurgia robotica intercontinentale, la rimozione di un trombo neoplastico della vena cava inferiore. Una procedura tra le più complesse della chirurgia urologica robotica. Il paziente, che presenta un carcinoma renale che crescendo anche nella vena renale e in quella cava ha generato un trombo tumorale, è stato addormentato e preparato su un lettino operatorio al Pla hospital di Pechino ma il chirurgo Qingbo Huang lo opererà dall’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma (che ha messo a disposizione la tecnologia e la logistica), grazie a una console robotica che collegherà i due continenti.
La delicatissima procedura è stata realizzata durante la tre giorni dedicata alla XXII edizione del “Challenges in laparoscopy, robotics & Ai” (Cirl), importante appuntamento internazionale dedicato alla chirurgia urologica mini-invasiva e alla robotica avanzata. “L’Istituto Regina Elena ospita nuovamente il superbowl della chirurgia live in urologia — ha spiegato Giuseppe Simone, direttore dell‘Urologia dell’Ire e co-promotore del congresso —. I migliori chirurghi di tutto il mondo gestiranno i casi più complessi davanti a oltre 1.000 delegati provenienti da più di 60 paesi. Saranno attive 7 piattaforme robotiche simultaneamente per eseguire 40 interventi”.
Si tratta di una delle procedure più complesse della chirurgia urologica robotica avanzata. In urologia, questa condizione si osserva soprattutto nei casi di carcinoma renale, quando il tumore cresce all’interno della vena renale e si estende nella vena cava inferiore, formando un cosiddetto trombo tumorale. È un intervento ad altissima complessità tecnica ed elevato rischio chirurgico, che richiede estrema precisione operatoria, coordinamento multidisciplinare e l’impiego di tecnologie di ultima generazione.
La connessione tra Europa e Asia sarà garantita da una rete digitale dedicata ad alta affidabilità, progettata per assicurare latenza minima e massima precisione nella trasmissione dei movimenti chirurgici, condizione indispensabile per la sicurezza della procedura.
La dimostrazione rappresenta una delle applicazioni più avanzate della chirurgia robotica a distanza e della telemedicina internazionale, aprendo nuove prospettive per la collaborazione chirurgica globale e per il futuro della medicina mini-invasiva.
La telechirurgia internazionale era già stata sperimentata con successo durante l’edizione 2024 del congresso, quando venne eseguita la prima prostatectomia radicale robotica transcontinentale con chirurgo a Roma e paziente a Pechino.











