“Se non ci fosse Jared, a nessuno importerebbe niente di quello che sta succedendo in Albania”.
Così il premier albanese Edi Rama liquida le proteste che vanno avanti da giorni in Albania contro il progetto del genero di Donald Trump, Jared Kushner, per un resort di lusso nell’isola incontaminata di Sazan e lungo la costa protetta di Zvernec, nel sud del Paese.
Il complesso turistico che vede coinvolti anche i due fratelli miliardari del Qatar, Moutaz e Ramez Al-Khayyat, che hanno già speso circa 200 milioni di dollari per l’acquisto dei terreni, sembra essere stata la miccia che ha innescato le manifestazioni, il cui obiettivo oramai è il governo del premier di centrosinistra Edi Rama.
Ferma invece la posizione del premier, che da Valona, dove ha incontrato un gruppo di abitanti della zona di Zvernec, ha ribadito che “né 5 mila, né 500 mila in piazza, potranno fermare l’investimento”, il più grande mai realizzato in Albania, calcolato attorno ad un complessivo di 4 miliardi di dollari.
Un movimento di protesta già chiamato la “Flamingo revolution”, la “Rivoluzione dei fenicotteri”, dal momento che l’aerea è un’importante habitat per i fenicotteri e per 200 specie di uccelli migratori, per la foca monaca e le tartarughe marine mediterranee. Un ecosistema che sarebbe devastato dalle 10mila stanze di albergo e ville previste dal megaprogetto edilizio. Rama lo difende: “Gli stranieri sono una priorità, perché gli stranieri portano soldi a Paesi come l’Albania”.
La mobilitazione in Italia
“La difesa di Pishë Poro-Nartë riguarda tutti coloro che credono che la tutela della biodiversità e delle aree protette debba prevalere sugli interessi economici di breve periodo”: lo sottolinea Celim, organizzazione della società civile con base a Milano.
Sono previste manifestazioni anche in Italia. “Invitiamo cittadini, associazioni e sostenitori di Celim a partecipare alla manifestazione che si terrà sabato 6 giugno a Milano, dalle 10 alle 13, in piazza Mercanti, in solidarietà con le comunità e le organizzazioni che in Albania stanno difendendo uno degli ultimi grandi paesaggi naturali del Mediterraneo e a firmare la petizione su Change.org”
L’organizzazione ha diffuso un elenco di iniziative di protesta, oltre a quella di Milano: Firenze, 6 giugno, ore 10.30, piazza della Signoria; Bologna, 7 giugno, ore 18, piazza Mercanti; Torino, 7 giugno, ore 18, piazza Vittorio Veneto; Genova, 7 giugno, ore 18, piazza De Ferrari.
“La Vjosa è stata celebrata in tutto il mondo come simbolo della conservazione dei fiumi selvaggi”, sottolinea Celim. “Oggi il suo delta e la laguna di Narta ci ricordano che nessuna conquista ambientale è definitiva e che la difesa della natura richiede attenzione, partecipazione e impegno costante”.










