Storie Web venerdì, Giugno 5

Un primo traguardo è stato centrato con il via libera della Camera in prima lettura al disegno di legge delega sul nuovo nucleare firmato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Ma l’iter del provvedimento è appena agli inizi dal momento che il testo, dopo il sì di Montecitorio, dovrà ora passare al vaglio del Senato. I tempi per chiudere il cerchio sono stati più volte ribaditi dal governo: l’obiettivo è arrivare all’approvazione in entrambi i rami del Parlamento entro la pausa estiva. I lavori delle Camere dovrebbero concludersi, salvo cambi dell’ultima ora, nella prima decade di agosto per poi riprendere agli inizi di settembre.

Ci sono, dunque, ancora quasi due mesi a disposizione per completare il percorso e assicurare il disco verde al Ddl che, come noto, contiene la cornice normativa per favorire la partenza in Italia del nuovo nucleare e procedere allo smantellamento delle vecchie centrali. Il ministro Pichetto Fratin ha ribadito ieri che il governo conta di emanare i decreti attuativi entro Natale. Ma quali e quanti saranno?

I decreti attuativi

La risposta è contenuta all’interno dello stesso Ddl che definisce, all’articolo 2 l’oggetto della delega legislativa ma va detto che sarà il lavoro di impostazione della fase attuativa a stabilire quali e quanti saranno i decreti da adottare entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, la quale fa comunque riferimento, all’articolo 1, alla possibilità di procedere a una codificazione unitaria. Restano aperte, quindi, più opzioni ma la via da percorrere sarà frutto di valutazione una volta ottenuto il disco verde del Parlamento alla delega.

I tasselli clou

Come detto, l’articolo 2 del provvedimento elenca una serie di materie che dovranno essere normate, ma ci sono sicuramente alcuni tasselli clou che dovranno essere attentamente sviluppati, a cominciare dall’iter autorizzativo, le cui coordinate generali sono messe nero su bianco nella delega laddove si accenna al fatto che il titolo abilitativo rilasciato a seguito della sperimentazione, costruzione, installazione o esercizio degli impianti nonché delle opere connesse «sostituisce ogni provvedimento amministrativo, autorizzazione, concessione, licenza, nulla osta e atto di assenso, comunque denominati, a eccezione dei provvedimenti di valutazione ambientale».

Accanto a questo, poi, andrà dettagliata tutta la partita relativa alla gestione delle scorie radioattive, come chiarisce la stessa delega. E dovranno essere sciolti anche i nodi relativi alla definizione di un’Authority su cui il Ddl si limita a sottolineare l’esigenza di un riordino della materia anche al fine di valutare l’istituzione di un’autorità amministrativa indipendente per la sicurezza nucleare.

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