Storie Web lunedì, Maggio 25

La finanza moderna, laica e calvinista, ha un’origine insospettabile: è nata nella Roma papale del ‘600. Infatti fu Benedetto Odescalchi, il banchiere comasco divenuto pontefice con il nome di Innocenzo XI, beatificato nel 1956 da Pio XII e celebrato nei libri di storia come il papa della riscossa cattolica contro l’espansione ottomana, a dare la spinta decisiva alla nascita della Bank of England nel 1694. E’ la rivelazione contenuta nell’ultimo libro del team Monaldi & Sorti (Rita Monaldi, Francesco Sorti e Theodora Maria Sorti), Unicum Opus, ultimo libro di una serie di romanzi-inchiesta sulla diplomazia europea di ancien régime, iniziata nel 2002 con Imprimatur. Gli autori, sulla base di documenti di archivio, hanno scovato una rete di rapporti finanziari che sarebbe stata determinante per un evento chiave della storia e dell’economia europea: l’ascesa al trono inglese di Guglielmo III d’Orange, il principe calvinista che scacciò per sempre i cattolici dall’Inghilterra e, appunto, la fondazione della “Old Lady”.

L’indagine iniziata 25 anni fa

La tesi, ammettono gli autori, è certamente destinata a far discutere, perché rimescola storia della Chiesa, finanza internazionale e la travagliata storia religiosa inglese. Gli autori, quindi, non la presentano come un’illazione letteraria, bensì come l’esito di un’indagine documentata avviata 25 anni fa con Imprimatur, uscito nel 2002 e ora ripubblicato da Rizzoli in edizione aggiornata e ampliata. Tutto parte dal protagonista della serie, Atto Melani (Pistoia 1626 – Parigi 1714), dalla carriera avventurosa: in gioventù fu un celebre cantante castrato, poi ascese a diplomatico e infine ad agente segreto al servizio di Mazzarino, dei Medici e di Luigi XIV. Impiegato dal Re Sole come agente speciale nei conclavi, divenne avversario acerrimo di Innocenzo XI: nei suoi rapporti riservati da Roma alla corte francese rivelava al Re Sole i lati oscuri del papa-banchiere. Odescalchi gli mise i bastoni tra le ruote e minacciò perfino di scomunicarlo. Seguendo le tracce del castrato-spia di Luigi XIV, Monaldi & Sorti hanno infine scoperto i (veri) segreti bancari di Innocenzo XI, con le loro conseguenze a lunga gittata.

L’archivio segreto di Melani

Pochi mesi fa, gli autori hanno anche ritrovato l’archivio segreto di Melani, perduto dal 1907. Oltre tremila lettere di grandi della storia europea: oltre a Luigi XIV anche Mazzarino, Richelieu, papi, cardinali, spie, belle dame e ambasciatori. La notizia della scoperta arriva proprio nel 2026, quando si celebrano anniversari di entrambi i due avversari: 400 anni dalla nascita di Melani, 350 dall’elezione di Innocenzo XI e 70 dalla sua beatificazione. Mostre e giornate di studio sono previste (con gli autori di Unicum Opus nel comitato scientifico) a Firenze, Livorno, Pistoia e Roma; il 17 giugno il dossier Melani sarà oggetto di un incontro-dibattito al Senato, su iniziativa della senatrice Daniela Sbrollini (Italia Viva), tra storici e dirigenti del MIC. Il castrato-spia verrà ricordato anche a Parigi, alle Journées Italiennes dell’Opéra Comique, con un intervento firmato da Monaldi & Sorti.

Le accuse contro Innocenzo XI

Tuttavia la rivalità tra Melani e papa Odescalchi apre nuovi scenari storici. Infatti già nel XVII secolo circolavano accuse contro Innocenzo XI: il pontefice, nato a Como in una famiglia di banchieri con filiali in Italia, Polonia, Germania e Spagna e interessi ovunque, avrebbe stretto un patto segreto con William III, il principe calvinista olandese che nel 1688 guidò la Glorious Revolution che costrinse alla fuga il cattolico Giacomo II Stuart e la fine del cattolicesimo in Inghilterra. Le accuse di collusione tra il pontefice cattolico e i nemici calvinisti venivano soprattutto dalla Francia di Luigi XIV, nemico sia di William III che di Innocenzo XI sul piano dottrinale (Parigi tentava di limitare il controllo di Roma sui vescovi e sui beni ecclesiastici in Francia). La fine è nota: fu l’Inghilterra a vincere, e a creare nel XVIII secolo con il Commonwealth un vero impero globale. Le potenze cattoliche, Francia e Spagna, persero la sfida geopolitica. Alla base di questa rivoluzione del mondo moderno ci sarebbe dunque il tradimento da parte del papa-banchiere.

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