Storie Web lunedì, Maggio 25

Sesta edizione dei tre indici generazionali del Sole 24 Ore: 60 indicatori territoriali aggiornati premiano le province con il miglior contesto di vita per fasce di età

25 maggio 2026

di Marta Casadei e Michela Finizio
Il benessere passa sempre più spesso dalla presenza di parenti o amici su cui poter contare nel territorio in cui si vive. E diventa importante, per conciliare vita e lavoro nei contesti urbani, anche l’accessibilità dei servizi privati, cioè la possibilità di raggiungere negozi, farmacie o servizi ricreativi in meno di 15 minuti a piedi dalla propria abitazione.

Per questo motivo, relazioni sociali e servizi di prossimità debuttano nella sesta edizione della Qualità della vita dei bambini, giovani e anziani: a misurare queste dimensioni sono alcuni dei nuovi indicatori statistici su base provinciale che contribuiscono alla costruzione dei tre indici generazionali del Sole 24 Ore, presentati in anteprima ieri al Festival dell’Economia di Trento.

I tre indici generazionali

In base al punteggio medio conseguito nei 20 indicatori selezionati per i bambini, i giovani e gli anziani

Le tre generazioni

Le tre graduatorie sui livelli di benessere per fascia d’età rappresentano una tappa di avvicinamento alla storica indagine sulla Qualità della vita e verranno incluse nella 37ª edizione, in uscita a fine 2026.

Quest’anno sono 60 gli indicatori (20 per fascia di età, nel 2025 erano 15) che contribuiscono ad arricchire il racconto geografico sulle condizioni di vita di bambini, giovani e anziani: le statistiche, fornite da fonti certificate, misurano la situazione socio-economica, la capillarità dei servizi, le opportunità lavorative e di studio, nonché le “risposte” dei territori alle esigenze specifiche di questi tre target generazionali, considerati strategici per un Paese in grave crisi demografica.

Nello scenario stimato dall’Istat tra il 2024 e il 2034 c’è un crollo del numero di bambini tra 0 e 14 anni (tra -12% e -19 %), mentre la popolazione tra 15 e 35 anni crescerà solo al Centro-Nord e quasi “sparirà” dal Mezzogiorno (-10%); trasversale a tutto il Paese, infine, l’aumento degli anziani, pari al +19 per cento.

I dati dell’indagine 2026 diventano così un’utile bussola per affrontare la condizione infantile, le urgenze dei giovani e le difficoltà dei più anziani, fragilità che insieme richiedono risorse per un patto generazionale che sappia garantire un futuro ai territori.

Dalla top ten al Sud in coda

Trieste svetta nella graduatoria sulla Qualità della vita degli over 65, seguita da Trento e Milano. Bolzano si trova in testa nell’indice che fotografa le opportunità offerte dai territori ai residenti tra 18 e 35 anni, inseguita da Trento e Gorizia. Infine, Firenze, Milano e Aosta occupano il podio della graduatoria che misura il benessere dei bambini.

L’arricchimento della base dati che contribuisce alla formazione dei tre indici generazionali rende di fatto impossibile il confronto con i risultati dell’anno precedente, anche se – al netto di alcuni exploit – le graduatorie restituiscono dinamiche ormai consolidate nella “distribuzione” territoriale del benessere.

Gli scenari

Il trend della popolazione residente tra il 2024 e il 2034 per fasce d’età e per macro area geografica

Quasi sempre, infatti, il Sud si trova in coda alla classifica: Trapani chiude la graduatoria dedicata ai bambini, Taranto quella dei giovani e Vibo Valentia quella degli anziani; le ultime 20 posizioni dei tre indici sono occupate in gran parte da province meridionali (18 su 20 nei bambini, 13 su 20 negli anziani e 18 su 20 nei giovani). Tra i peggiori piazzamenti, in tutte le tre classifiche, si incontrano anche quelli di Frosinone e Latina.

A occupare in modo trasversale la parte alta delle graduatorie ci sono, invece, alcune teste di serie Trieste (che oltre al primato negli anziani, è quarta sia nei bambini che nei giovani); Trento (seconda in anziani e giovani, 13ª nei bambini) e Aosta (terza nei bambini, nona nei giovani e 23ª negli anziani). Tra le grandi città metropolitane, si distinguono in particolare Bologna (nella top ten di giovani e anziani, 16ª nei bambini), Firenze e Milano (entrambe tra le prime dieci classificate in bambini e anziani).

La mappa demografica

Incidenza di bambini (0-14 anni), popolazione in età attiva (15-64 anni) e anziani (65 anni e oltre) sulla popolazione residente (totale residenti=100), anno per anno (Istat)

I trend raccontano un Paese che cambia

Dai trend degli indicatori consolidati, cioè disponibili su più annualità, emergono i fenomeni sociali in corso: aumentano, ad esempio, le stabilizzazioni dei contratti a termine (+2,7% tra gennaio e settembre 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e scende la disoccupazione giovanile, ma allo stesso tempo peggiora l’incidenza dei canoni di locazione sul reddito disponibile (pari in media al 28%, con picchi a Milano e Roma).

Nel 2025 poi diminuisce il consumo di farmaci per malattie croniche (-8,4%), mentre aumenta quello di antidepressivi (+3,3%); peggiorano le competenze degli studenti (inadeguate per il 44% quelle numeriche, per il 39,9% quelle alfabetiche), ancora lontane rispetto ai livelli pre pandemia, quando i bocciati nelle prove Invalsi erano rispettivamente il 39,6% e il 35,2%; la fecondità scende a 1,14 figli per donna, mentre si abbassa la nuzialità (solo 2,8 matrimoni ogni mille abitanti nel 2025) e sale a 32,7 anni l’ età media delle neo-madri.

I trend nazionali

L’andamento di alcuni indicatori rispetto all’anno precedente (elab. Sole 24 Ore)

cards visualization

Impattano sulla qualità della vita anche l’aumento delle persone che vivono sole (+7,9% nel 2024) e la crescente percezione di insicurezza: nel 2024 il 56,7% delle persone si sentiva molto o abbastanza sicuro camminando al buio da solo in quartiere, percentuale in calo del 5,3% rispetto al 2023.

Le tre classifiche in sintesi

Strutture e servizi trainano Firenze in testa nella qualità della vita dei bambini, mentre nella top ten figurano molti capoluoghi di regione, tra cui Trieste (4ª), Cagliari (7ª), Genova (8ª) e Ancona (9ª). Bene anche diverse grandi aree metropolitane come Bologna (16ª), Torino (22ª), Roma (33ª) e Bari (45ª), spinte dal nuovo indicatore sui servizi per l’infanzia raggiungibili a piedi in 15 minuti. Il Mezzogiorno si distingue per fertilità, età media al parto, spazio abitativo e reti familiari, ma resta in difficoltà sulle competenze scolastiche, dove primeggia Sondrio. Fanno eccezione positive Cagliari e L’Aquila.

Il Nord-Est domina la classifica degli over 65: Trieste è prima grazie a risultati equilibrati, mentre Trento, seconda, primeggia per speranza di vita, assistenza domiciliare e partecipazione civile. Spiccano però anche Milano (3ª) e Roma (4ª), favorite da pensioni più alte e servizi facilmente raggiungibili a piedi. Bari e Napoli emergono per commercio e servizi di prossimità. Tra gli altri dati, Como eccelle per orti urbani e Foggia per presenza di infermieri. Nel Sud si distingue la Puglia, con cinque province nella parte alta della graduatoria, mentre la Calabria occupa il fondo: ultima Vibo Valentia.

L’indice 2026 della qualità della vita dei giovani incorona Bolzano, seguita da territori del Nord-Est che dominano la graduatoria: tutte le prime 20 province sono settentrionali, mentre 18 delle ultime 20 appartengono al Mezzogiorno. Il Sud soffre soprattutto per disoccupazione e bassi livelli di istruzione, pur distinguendosi nell’imprenditoria giovanile e nella percezione di sicurezza. Bolzano eccelle per istruzione, matrimoni e bassa disoccupazione; Trento per livello di studio e pochi Neet. Tra le grandi città spicca Bologna (7ª), mentre Milano (50ª) e Roma (83ª) sono penalizzate da affitti elevati e difficoltà di autonomia economica, pur ottenendo buoni risultati nei servizi per il tempo libero raggiungibili a piedi.

Il sondaggio Eumetra-Fondazione Fair

I giovani sono alla perenne ricerca della propria (non ancora raggiunta) qualità della vita? Un sondaggio Eumetra-Fondazione Fair potrebbe sfatare questo mito: quattro giovani italiani su cinque – in un campione di 1.000 persone tra i 18 e i 34 anni – si dicono soddisfatti delle proprie condizioni di vita. Le priorità principali per gli under 35 non sono lavoro e denaro, ma salute mentale e fisica, relazioni affettive e tempo libero.

Tuttavia emerge un forte divario tra ciò che i giovani considerano importante e la soddisfazione reale: la salute mentale è centrale per l’85%, ma solo il 42% si sente pienamente soddisfatto; il lavoro è importante per oltre metà del campione, ma soddisfa solo il 27 per cento. Anche i soldi contano molto, ma appena un quarto si dichiara soddisfatto della propria situazione economica.



Condividere.