La longevità è una novità che piace agli italiani ma inizia a preoccupare anche il rovescio della medaglia del vivere a lungo, ossia l’eventualità che la salute precaria e la scarsità di risorse economiche giungano a guastare la festa. Più di 6 italiani su 10 dichiarano di apprezzare la prospettiva di una vita più longeva. Tra i principali benefici percepiti emergono il desiderio di trascorrere più tempo con i propri cari e la possibilità di dedicarsi alle proprie passioni, oltre che di vedere crescere ed evolvere la propria famiglia. A questa visione positiva si affianca tuttavia una diffusa incertezza. Il timore principale per le generazioni più mature in particolare per il 70% dei Baby Boomer e il 61% della GenX (i nati tra il 1965 e il 1980) è quello di una condizione di salute precaria per un periodo prolungato, mentre oltre un giovane su quattro nutre preoccupazioni riguardo l’allungamento della vita lavorativa. É quanto emerge da un’indagine commissionata da Zurich a Swg su un campione rappresentativo di oltre 2000 persone tra i 18 e i 64 anni. I risultati delineano un Paese che guarda al futuro con speranza, ma non senza preoccupazione, e che sente crescere la necessità di protezione, pur faticando a tradurlo in scelte concrete.
Paura di sopravvivere ai propri risparmi
«La longevità va oltre il dato demografico e si configura come una trasformazione strutturale con impatti rilevanti su economia, lavoro e welfare. I dati raccontano un Paese che guarda con favore a una vita più lunga, ma che allo stesso tempo percepisce con chiarezza le fragilità che questo scenario porta con sé: dalla sostenibilità dei risparmi alla capacità del sistema pubblico di reggere nel tempo, fino al tema cruciale della non autosufficienza. La sfida oggi è colmare la distanza tra consapevolezza e decisione, aiutando le persone a pianificare in modo continuo e lungimirante il proprio futuro – spiega Renato Antonini, amministratore delegato di Zurich Investments Life – . In questo contesto, il contributo degli assicuratori diventa sempre più centrale nel costruire soluzioni e modelli capaci di affiancare il sistema pubblico e rispondere alle esigenze di generazioni diverse». Accanto alla salute, la dimensione economica assume un peso sempre più rilevante: oltre 1 italiano su 3 teme di non disporre di risorse sufficienti per affrontare serenamente una vita più lunga, mentre oltre il 72% ritiene che il sistema pubblico non sarà in grado di sostenere nel tempo una popolazione sempre più anziana.
Un italiano su due indica l’assistenza Ltc come priorità
Tra le fragilità legate all’invecchiamento, la non autosufficienza è quella che tocca più profondamente la sensibilità degli italiani. L’84% si dichiara preoccupato all’idea che sé stesso o un proprio familiare possa trovarsi in questa condizione. «Stiamo iniziando a vedere i frutti del lavoro svolto per promuovere una maggiore cultura della protezione, ma persistono ancora barriere culturali che frenano la propensione degli italiani a considerare le soluzioni per la non autosufficienza – spiega Claudio Raimondi, amministratore delegato di Zurich 4Care, che propone un modello basato su condivisione e mutualità -. Con le soluzioni studiate su misura per famiglie e aziende stiamo contribuendo alla diffusione del concetto che la protezione non sia un privilegio, ma una possibilità per tutti». In questo contesto, un italiano su due indica i servizi di assistenza alla non autosufficienza come una priorità (in particolar modo il 62% dei Baby Boomer e il 57% della Gen X) ma emerge con forza che il contrasto alla solitudine e il sostegno alla socialità siano una necessità sempre più rilevante per affrontare con serenità le fasi più critiche della vita (un’esigenza rilevata dal 49% dei baby boomer). Si tratta di una consapevolezza espressa con decisione tra le generazioni più giovani, che mostrano una maggiore sensibilità verso il supporto psicologico, segnalato come prioritario dal 29% della Gen Z, segno di un’attenzione sempre più ampia anche alla dimensione emotiva della fragilità.
Apertura verso polizze di protezione e previdenza
Oggi, in caso di perdita di non autosufficienza, resta ancora prevalente per gli italiani il ricorso ai risparmi personali e la richiesta di aiuto al sostegno pubblico. Allo stesso tempo la ricerca rileva un dato importante: oltre un italiano su quattro guarda alle soluzioni assicurative come un possibile strumento di tutela per affrontare il futuro. Cresce infatti l’interesse tra coloro che ancora non hanno sottoscritto un prodotto assicurativo, trainato in particolare dai più giovani: oggi la GenZ si dichiara aperta a valutare polizze Vita, fondi pensione integrativi e polizze temporanea caso morte (Tcm). Spicca in particolare l’attenzione rivolta alle soluzioni Long-Term-Care (Ltc), pensate per fornire un supporto economico continuativo e un concreto sostegno emotivo nell’eventualità di perdita di autosufficienza. Sebbene oggi solo un italiano su quattro dichiari di esserne pienamente informato, il 47% di coloro che non possiedono una Ltc potrebbe valutare di sottoscriverne una, con un interesse particolarmente marcato nella GenX.










