Storie Web domenica, Maggio 10

Il silenzio del governo in un sabato affollato solo di turisti è per ora l’unica risposta agli affondi di Donald Trump, che hanno certamente mosso un equilibrio delicato. La minaccia di un ritiro delle truppe dall’Italia nell’incontro Meloni-Rubio, almeno ufficialmente, non è stata approfondita. Anche se Tajani ieri sera si era spinto avanti, nessuno ne ha mai parlato. Meloni interverrà mercoledì in Senato. Nel premier Question Time la linea è sempre una: alleanza transatlantica e difesa dell’interesse nazionale. Dettagli sull’impegno dell’Italia potrebbero dalle audizioni in commissione di Tajani e di Crosetto, che da Genova rilancia sul possibile coinvolgimento di dragamine italiane a Hormuz, previo voto in Parlamento. Le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto: “Io mi auguro che partiranno perché vorrebbe dire che c’è la pace a Hormuz, che può riprendere la navigazione e che c’è bisogno di una coalizione internazionale che lo consenta nei tempi più rapidi possibili”.

Il centrodestra fa quadrato, “Forza Italia crede nell’atlantismo come strumento di libertà e cooperazione. E sostiene il ruolo dell’Italia come interlocutore in tutti i teatri internazionali. Non saranno alcune dichiarazioni infelici a distruggere 80 anni di storia comune” dice Deborah Bergamini.

La linea del governo non convince però le opposizioni. “L’Esecutivo si sveglia tardi dall’incantesimo di Washington”, affonda il 5 Stelle Conte, “nessun riposizionamento”, attaccano AVS, che da Roma hanno aperto un cantiere online per la stesura del programma del partito.
Fraotianni: “Ed è una subalternità che costa carissima all’interesse nazionale, continua ad aumentare il prezzo della benzina e questi aumenti li pagano gli italiani e le italiane”. Per Calenda la risposta passa per l’Europa, “Più integrata e indipendente”.
 

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