Meta alza il livello della verifica dell’età su Instagram e Facebook. L’azienda annuncia l’estensione nell’Unione europea di una tecnologia che prova a individuare gli account di adolescenti anche quando l’utente dichiara una data di nascita da adulto. La novità arriva su Instagram nei 27 Paesi Ue e in Brasile; su Facebook è partita negli Stati Uniti e, secondo Meta, arriverà in Ue e Regno Unito da giugno 2026.
Il punto tecnico è questo: Meta dice di usare sistemi di intelligenza artificiale per analizzare l’account nel suo insieme. Non solo la data di nascita inserita al momento dell’iscrizione, ma segnali distribuiti nei post, nei commenti, nelle bio, nelle didascalie, nelle interazioni. Esempi indicati dall’azienda: riferimenti a compleanni, classi scolastiche, voti, contenuti pubblicati su Reels, Live e gruppi Facebook. Se il sistema ritiene che l’account appartenga a un minore di 13 anni, l’account viene disattivato e l’utente deve fornire una prova dell’età; in caso contrario può essere eliminato.
La questione delle immagini
La novità più delicata riguarda le immagini. Meta sostiene di aver aggiunto l’analisi visiva: foto e video vengono esaminati per ricavare indizi generali sull’età, come altezza o struttura fisica. L’azienda precisa che non si tratta di riconoscimento facciale: il sistema, secondo Meta, non identifica una persona, ma stima una fascia d’età probabile. È una distinzione importante, ma non chiude il problema. Perché resta una tecnologia predittiva applicata a contenuti personali, con margini di errore e con effetti concreti sull’accesso all’account.
La seconda parte dell’annuncio riguarda gli adolescenti tra 13 e 17 anni. Se Meta sospetta che un account sia di un teenager, anche se dichiara un’età adulta, lo inserisce automaticamente nelle protezioni dei Teen Accounts: limiti ai contatti, restrizioni sui contenuti visibili, impostazioni più chiuse per la messaggistica e per l’esperienza complessiva. Meta dice di aver già applicato questi sistemi a centinaia di milioni di account teen dal 2024.
Il contesto normativo.
Il contesto non è neutro. Il 29 aprile la Commissione europea ha contestato preliminarmente a Meta di non fare abbastanza per impedire ai minori di 13 anni di usare Facebook e Instagram. Reuters ricorda che, in caso di violazione del Digital Services Act, le sanzioni possono arrivare fino al 6% del fatturato globale annuo. Meta contesta le valutazioni preliminari, ma l’annuncio di oggi va letto anche dentro questa pressione regolatoria.









