L’ex pilota bolognese di Formula 1 e campione-simbolo del paralimpismo se ne è andato il 1° maggio, nello stesso giorno che 32 anni fa si portò via un altro gigante delle corse come Ayrton Senna, e lascia un’eredità fatta di sfide, coraggio e grandezza umana e morale. La sua esistenza, sempre al limite, con la morte aveva fatto i conti più volte, ma lui non si era lasciato spaventare, gli era sfuggito per ripartire con la solita grinta, sorretto da una forza di volontà fuori dal comune, con quell’immancabile e contagioso sorriso. Bolognese, classe ’66 è stato l’uomo che visse due volte, o anche più: amante dello sport, la velocità, la corsa, le macchine sono la grande passione del giovane emiliano. Nemmeno la morte della sorella maggiore in un incidente stradale, nel 1979, lo aveva fatto desistere.
Tendenza
- Case in affitto e poche opportunità per i figli: le conseguenze dei salari fermi in Italia
- Alex Zanardi, primo atleta paralimpico mediatico a livello globale
- Decreto lavoro, la maggioranza rivendica il provvedimento, per le opposizioni: “è solo propaganda”
- Scuola, cala il numero di aggressioni ma resta l’allarme: bullismo e violenza contro i docenti
- Fisco, i Caf lanciano la volata per il 730. Dati allineati sul taglio al cuneo
- Sportivi di ieri e di oggi ricordano Alex Zanardi
- Spari al corteo del 25 aprile, domiciliari per Eitan Bondì. Al gip: “Un gesto deplorevole”
- L’Opec+ ha raggiunto un accordo su un piccolo aumento delle quote di produzione senza gli Emirati










