L’ex pilota bolognese di Formula 1 e campione-simbolo del paralimpismo se ne è andato il 1° maggio, nello stesso giorno che 32 anni fa si portò via un altro gigante delle corse come Ayrton Senna, e lascia un’eredità fatta di sfide, coraggio e grandezza umana e morale. La sua esistenza, sempre al limite, con la morte aveva fatto i conti più volte, ma lui non si era lasciato spaventare, gli era sfuggito per ripartire con la solita grinta, sorretto da una forza di volontà fuori dal comune, con quell’immancabile e contagioso sorriso. Bolognese, classe ’66 è stato l’uomo che visse due volte, o anche più: amante dello sport, la velocità, la corsa, le macchine sono la grande passione del giovane emiliano. Nemmeno la morte della sorella maggiore in un incidente stradale, nel 1979, lo aveva fatto desistere.
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