Arriva la firma sul Contratto nazionale di lavoro Federculture. L’intesa, sottoscritta con le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, rende pienamente efficaci le disposizioni del rinnovo per il triennio 2022–2024. Con l’accordo diventano operative le misure previste tra cui aumenti salariali, welfare e nuove regole sugli inquadramenti, mentre le parti si impegnano ad avviare da subito il confronto per il periodo 2025–2027.
Dagli aumenti al welfare
Tra gli elementi qualificanti del contratto la revisione del sistema di classificazione del personale rappresenta uno degli interventi più rilevanti: le aree restano tre, ma i livelli vengono ridotti e riorganizzati in una struttura più semplice e leggibile con l’obiettivo di rendere più chiari gli inquadramenti e i percorsi professionali. Nel passaggio al nuovo sistema è inoltre assicurata la piena salvaguardia delle retribuzioni individuali, attraverso il riconoscimento di una specifica componente economica non riassorbibile, destinata a tutelare i lavoratori già in forza. Sul piano economico il rinnovo prevede un aumento complessivo del 7,5% dei minimi tabellari, con decorrenza dal 1° dicembre 2024 e viene rafforzato anche il sistema di welfare contrattuale. Il contributo per l’assistenza sanitaria integrativa viene raddoppiato e sale a 28,17 euro al mese per ogni lavoratore a tempo indeterminato. Anche grazie a questa misura l’aumento economico complessivo supera l’8%.
Trattative per il nuovo triennio
La firma del contratto non è solo un risultato raggiunto ma anche un punto di partenza. È stata, infatti, già fissata al 26 maggio prossimo la data per riaprire le trattative per il rinnovo del triennio 2025-2027 e continuare così il lavoro intrapreso in questa fase per la crescita del comparto e del lavoro nella cultura.
Cancellato: un passaggio decisivo per il settore
Il contratto Federculture «che da sempre è il principale riferimento per chi lavora nella cultura, si afferma ulteriormente come uno strumento attuale e concreto a disposizione di aziende e lavoratori. L’efficacia dell’azione che stiamo portando avanti è confermata dai dati che ci dicono come solo nell’ultimo anno la sua applicazione nel comparto sia progredita del 30%», ha dichiarato il presidente di Federculture Andrea Cancellato. Il rinnovo rappresenta, quindi, «un passaggio decisivo per il settore, perché coniuga risultati economici concreti, nuove tutele e una riforma attesa del sistema di inquadramento, senza lasciare indietro nessuno. È il frutto di un lavoro condiviso che ha visto impegnate le principali organizzazioni sindacali e che conferma come la cultura sia un settore strategico, non solo per l’identità del Paese ma anche per la sua crescita economica».












