Continuano le indagini sul caso Minetti, scoppiato dopo la lettera del Quirinale al ministero della Giustizia per la grazia concessa lo scorso febbraio. Coinvolta, in primo luogo, la procura generale della Corte d’Appello di Milano, che ha espresso il parere favorevole per la clemenza di Nicole Minetti. Dalla magistratura è stata attivata anche la polizia internazionale – l’Interpol – per gli accertamenti in Uruguay. Tutto, per «andare fino in fondo».
Il procuratore: «Prima volta che mi accade una cosa del genere»
A dirlo è stato il sostituto procuratore generale di Milano, Gaetano Brusa, che da subito si è espresso sulla vicenda. Ora, il magistrato prossimo alla pensione spiega che è «doveroso controllare tutto». E anche che è «la prima volta che mi accade una cosa del genere in 40 anni di lavoro e non mi va di pensare di essere stato preso in giro, né voglio sentirmi dire che ho fatto indagini lacunose».
Comunque, il magistrato dice di essere pronto a «cambiare il mio parere dall’oggi al domani». Due gli aspetti su cui fare chiarezza: «Voglio andare fino in fondo, con il limite del procedimento di grazia» ossia il «tema umanitario» legato all’adozione e all’assistenza del minore malato e «alla personalità della Minetti».
Le indagini
Come si procede? Una “pista” seguita dalla Procura generale di Milano è legata agli ospedali che avrebbero visitato il minore. Verranno sentiti dai carabinieri i due specialisti, uno del San Raffaele e uno dell’ospedale di Padova, interpellati da Nicole Minetti per un parere sulla situazione di salute del figlio adottato. Entrambi i centri hanno già fatto sapere che dai loro database non risultava alcun riferimento al bimbo.
Poi, sulla procedura di adozione in Uruguay – di cui si intendono acquisire i documenti originali per capire se sia stata regolare o meno – al momento, in base alle carte depositate dai legali di Minetti, pare non mostri alcuna anomalia.












