Storie Web giovedì, Aprile 30

La Germania, che ha appena superato il Regno Unito al quarto posto al mondo per spesa militare, alza ancora le risorse a disposizione per la difesa, spingendole al 3,1% del Pil l’anno prossimo e al 3,7% nel 2030.

I target 2027

Il 29 aprile, l’Esecutivo ha approvato i target di finanza pubblica per il 2027. Dal bilancio ordinario, per la difesa saranno stanziati 105,8 miliardi di euro, dagli 82,7 del 2026. A questi si sommano 11,5 miliardi per l’Ucraina e le risorse del fondo speciale, lanciato a metà del 2022 dal Governo precedente (100 miliardi in tutto), che si esaurisce l’anno prossimo. Era stata, quella, la prima risposta all’invasione russa dell’Ucraina, che a febbraio dello stesso anno aveva già radicalmente mutato il contesto internazionale per l’Europa, prima ancora del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Per il 2027, la spesa totale programmata per la difesa in Germania si attesta così a 144,9 miliardi.

«Gli sviluppi dell’ultimo anno e quelli in Iran negli ultimi mesi dimostrano quanto siano importanti gli investimenti nella nostra capacità di difesa», ha detto il cancelliere Friedrich Merz, facendo riferimento anche alle tensioni con Washington su dazi, Nato e Groenlandia.

«L’esercito più forte d’Europa»

Subito dopo aver vinto le elezioni nel 2025 e ancora prima di entrare in carica, Merz ha voluto e ottenuto la riforma della Costituzione che libera dai vincoli del freno al debito tutta la spesa per la difesa che supera la soglia dell’1% del Pil. Virtualmente, non ci sono limiti interni a quello che il Governo potrebbe stanziare. Una svolta epocale per Berlino e un radicale cambio di posizione per Merz, che ha così abbandonato la tradizionale linea del rigore, non senza qualche malumore all’interno del proprio partito.

Il cancelliere, che immagina una deterrenza nucleare made in Europe basata sulla cooperazione con Francia e Regno Unito, ha più volte affermato di voler fare della Bundeswehr l’esercito convenzionale più forte del continente. La Germania è stata determinante nella decisione dell’Unione Europea di concedere flessibilità agli Stati membri sui finanziamenti nella difesa. È stata anche la prima dei Ventisette ad approfittarne, già ad aprile del 2025.

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