Storie Web lunedì, Aprile 27

Per design e fashion Milano è un “label” prestigioso da decenni, nello sport e nella cosmetica lo è diventato più di recente e ora si sta affermando come un valore aggiunto anche nel mondo del food. A fronte dei quasi mille marchi che contengono il termine “Milano” registrati nella Ue (da Prada a Pomellato, da Deborah a Breil), sono una sessantina i prodotti alimentari venduti nella Gdo che riportano sull’etichetta il nome del capoluogo lombardo o che si presentano come “milanese”.

Spaziano dalla cotoletta al risotto pronto, dalle miscele di caffè alla birra, dai confetti ai panettoni. Sommando supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio, sviluppano 35,8 milioni di euro di vendite, l’8,3% in più dei 12 mesi precedenti, rileva l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy. Anche le quantità finite nei carrelli della spesa sono aumentate (+5,4%) e a tasso doppio rispetto a quelle complessive del grocery. Merito dell’interesse dei consumatori, visto che è stata proprio la componente di domanda a trainare le vendite.

Questione di marketing e di identità

Non sorprende, quindi, che le aziende valorizzino anche in etichetta il loro heritage meneghino (come Vergani e T’A) o che abbiano iniziato a farlo, come Campari e Vitavigor, che nel 2016 ha introdotto sulle confezioni il naming “I Grissini di Milano”.

«Questo riferimento trasmette valori come stile, qualità e ricercatezza, già radicati nell’immaginario collettivo internazionale e ha contribuito a sostenere l’aumento medio annuo del 22% delle vendite tra Gdo, ristorazione e foodservice», dichiara Federica Bigiogera, responsabile commerciale e marketing dell’azienda creata dal nonno, che nel 1958 ha inventato il “Super Grissin de Milan”, diverso nella “chiusura” da quello classico torinese. Oggi le bustine di grissini con la riproduzione del Duomo di Milano arrivano in oltre 30 Paesi.

Sono oltre 40 quelli dove Citterio spedisce il suo Salame Milano, creato da Giuseppe Citterio nel 1871 e che realizza il 55% delle vendite all’estero, in particolare in Svizzera (dov’è anche un tradizionale e apprezzato regalo natalizio). «Siamo l’unico grande competitor a produrlo nel milanese e rispettiamo la nostra ricetta originale del 1878, con il 100% di carne italiana e con la fermentazione naturale – spiega il direttore marketing Alessandro Riva – Per noi Milano rappresenta un valore aggiunto soprattutto all’estero, dov’è un fattore distintivo e interessante, soprattutto da quando l’Expo l’ha resa una meta turistica e ne fatto scoprire le eccellenze gastronomiche».

Condividere.