Storie Web venerdì, Aprile 17

Dopo il calo di gennaio, a febbraio il Made in Italy non rimbalza, chiudendo in sostanziale pareggio con un calo medio dello 0,2%. Determinato in particolare dal calo di quasi tre punti in Europa, mentre nei mercati extra-Ue si registra una crescita del 2,8%.

In rosso a febbraio sono quasi tutti i settori con poche eccezioni, tra cui legno, farmaceutica e metalli. Dinamica delle vendite, spiega l’Istat, che su base sia mensile sia annua dell’export è in parte influenzata da vendite a elevato impatto della cantieristica navale: al netto di queste, si stima un aumento congiunturale meno ampio (+1,8%, da +2,6%) e una crescita tendenziale dello +0,9%.

La crescita tendenziale dell’export verso gli Stati Uniti (+8%) resta elevata ma è concentrata nella farmaceutica (+32%) e negli altri mezzi di trasporto, in crescita ampiamente a doppia cifra; quella più sostenuta verso la Svizzera si deve soprattutto alle maggiori esportazioni di metalli; mentre la decisa flessione dell’export verso la Germania (-15,4%) è influenzata dalle vendite di mezzi di navigazione marittima rilevate a febbraio 2025 (al netto di queste, la flessione delle nostre vendite verso Berlino si riduce allo 0,7%).

Nel bilancio dei primi due mesi, l’export italiano cede comunque il 2,2%, in vaòore assoluto si tratta di 2,2 miliardi di euro.

A cedere in generale a febbraio è anche l’import, ma in particolare per effetto dell’energia. che su base annua cede quasi 30 punti. Al netto di questa, il progresso degli acquisti è del 2,7%, con progressi diffusi a tutte le categorie di beni.

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