Storie Web lunedì, Aprile 13

Nonostante la crisi in Medio Oriente sia tutt’altro che risolta, al momento non ci sono le condizioni per sospendere il Patto di Stabilità. Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen tronca sul nascere la possibilità, almeno per il momento, di un nuovo intervento sul Patto di Stabilità e crescita, dopo un primo stop durante gli anni dell’emergenza covid.

Von der Leyen: «Vedremo come la crisi si sviluppa»

La presidente della Commissione, in conferenza stampa, ha dichiarato: «Il primo importante punto è che le misure» anti-crisi «dei Paesi membri devono essere temporanee, mirate, tempestive. Riguardo l’attivazione della sospensione del Patto di Stabilità e Crescita, al momento, mentre vi parlo non ci sono le condizioni per fare ricorso». Tuttavia, assicura von der Leyen, «la Commissione continuerà a coordinarsi tenendo in conto gli interessi europei: vedremo come la crisi si sviluppa. Riguardo agli interventi economici è bene che gli Stati non peggiorino i livelli di deficit», ha aggiunto.

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Entro fine mese nuove regole su aiuti di Stati nell’energia

«Questa settimana consulteremo gli Stati membri sulla sospensione delle norme sugli aiuti di Stato» ha proseguito von der Leyen parlando del settore energetico, aggiungendo che «il Temporary Framework (la norma che rendere attuativa il nuovo regime della concorrenza, ndr) dovrebbe essere attivata entro questo mese». Secondo le nuove disposizioni, le misure dovrebbero essere mirate ai gruppi vulnerabili, tempestive e temporanee. «Si può fare di più per ridurre la domanda – ha dichiarato inoltre la presidente – Perché l’energia meno costosa è ovviamente quella che non usiamo. Dovremmo ridurre la domanda, nel pieno rispetto della libera scelta dei consumatori. Stiamo esaminando le leve dell’efficienza energetica, come la ristrutturazione».

Infine, von der Leyen ha lanciato un appello ai Paesi membri affinchè investano per ridurre la propria dipendenza energetica. «Incoraggio i Paesi membri ad investire i fondi della coesione Ue che hanno, vanno investiti nell’autonomia energetica, nello stoccaggio. Ma vanno mobilitati anche gli investimenti privati», ha concluso.

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