Da diversi anni, nel nostro Paese e non solo, al calo demografico (in Italia sarebbe meglio parlare di glaciazione) si contrappone la crescita degli animali da compagnia, che per brevità sempre più spesso definiamo pet. Non solo cani e gatti (che peraltro nel 2025 sono cresciuti, in Italia, di un altro milione), bensì piccoli e medi roditori – dai criceti ai ratti domestici, dalle cavie peruviane ai conigli –, volatili, rettili e pesci. A fronte di una popolazione di bipedi scesa sotto i 60 milioni, quella dei pet in Italia è stimata in 65, stando ai dati dell’ultimo rapporto Assalco-Zoomark, pubblicato nel maggio 2025 in occasione della fiera biennale che si tiene a Bologna, Zoomark appunto. I dati raccolti dall’associazione di settore documentano l’evoluzione del mercato del pet food e del pet care in Italia offrendo una fotografia aggiornata sull’importanza degli animali da compagnia nelle famiglie e in società.
Esigenze alimentari
La spesa principale resta il cibo, ovviamente, come per noi esseri umani: nel 2024 (anno di riferimento per il rapporto presentato nel 2025), i prodotti per l’alimentazione di cani e gatti – il segmento principale del mercato del pet food e pet care – hanno sviluppato nel nostro Paese un giro d’affari che ha superato i 3,1 miliardi, con un aumento a valore del 3,7% rispetto all’anno precedente. Un trend iniziato da tempo: il tasso medio di crescita (Cagr) dal 2021 al 2024 a valore è stato del 9,8%, che ha portato il mercato dai 2,4 miliardi del 2021 ai 3,1 del 2024.
La gdo ha risposto
Gli articoli in pagina confermano che all’aumento dei pet nelle famiglie corrisponde una crescita dell’offerta di catene specializzate, dove si possono trovare cibi, accessori e prodotti per le cure giornaliere o stagionali, – lettiere e collari antiparassitari in primis –, ma non solo. Aziende specializzate come Purina e Royal Canin hanno investito moltissimo in ricerca, sfornando prodotti per cani e gatti che hanno migliorato e allungato la loro vita. Esattamente come per gli esseri umani, servono quindi nuove forme di cure. Da qui la crescita di partnership delle catene di pet food con cliniche veterinarie, altro settore in grande evoluzione. Tradizionalmente legata alla formula degli ambulatori veterinari piccoli o medi, l’Italia si sta allineando con altri Paesi europei, con catene specializzate come Anicura, Animalia e Ca’ Zampa. In forte evoluzione il segmento delle assicurazioni: accanto a quelle più diffuse e necessarie per chi possiede cani di grossa taglia, si moltiplica l’offerta delle polizze sanitarie. In attesa, naturalmente, che venga alzato il tetto di deducibilità delle spese pet e che l’Iva su farmaci e cure si abbassi, come chiedono da anni associazioni, specialisti e, naturalmente, i pet parent.








