Mancano pochi giorni all’edizione 2026 di Watches and Wonders, la fiera dedicata all’orologeria più importante (e grande) del mondo, che inaugura martedì 14 aprile a Ginevra e sarà in cartellone fino al 20. Nonostante le turbolenze mondiali in corso, è attesa un’affluenza importante. Lo sottolinea Matthieu Humair, ceo di Watches and Wonders Geneva Foundation, che organizza l’evento: «Ci aspettiamo circa 60mila visitatori, 1.700 dei quali media e 6mila retailer. Abbiamo registrato prenotazioni in hotel per più di 50mila pernottamenti e i nostri pacchetti Premium per il weekend sono esauriti».
La manifestazione prevede al Palexpo l’esposizione delle novità di 66 brand (6 in più del 2025), con ingresso riservato agli addetti ai lavori nei primi quattro giorni e con l’apertura al pubblico negli ultimi tre, dal 18 al 20 aprile, acquistando il biglietto sul sito ufficiale: nel 2025 i ticket emessi erano stati 23mila (+21% sul 2024), mentre i visitatori totali erano stati 55 mila (+12% sul 2024). «Ad oggi non prevediamo un aumento dei giorni aperti al pubblico per il futuro. Ma siamo sempre flessibili: l’evoluzione del format sarà sempre guidata dai bisogni e dalle aspettative dei nostri espositori», aggiunge Humair. Espositori importanti, tra i quali figurano Rolex, Cartier, Patek Philippe, Chanel, Panerai, Iwc, Vacheron Constantin, Chopard, Tag Heuer, Hublot, Van Cleef & Arpels ed Hermès, ma anche un nutrito numero di brand indipendenti e artigianali. Ai big nel 2025 si è aggiunto Bulgari e, da questa edizione, Audemars Piguet. «La loro partecipazione, così come il pluriennale impegno di tutti gli altri marchi, rinforza lo spirito collettivo del salone e ne sottolinea l’importanza come appuntamento chiave – prosegue il ceo –. Inoltre invia un messaggio forte e chiaro: le maison leader riconoscono il valore dell’unione e del dare il loro contributo all’intero ecosistema orologiero».
Unità di intenti, quindi, dopo un 2025 complicato per il mondo del lusso e con un 2026 al momento pieno di incognite. Spiega Humair: «Dopo la pandemia, Il ritorno a un evento fisico nel 2022 aveva riaffermato la necessità per il settore di riunirsi una volta all’anno. Questa edizione si trova a un nuovo bivio che non si basa solo sullo slancio degli anni scorsi, ma che riflette anche la determinazione dell’industria di innovare, ispirare e unirsi anche in tempi di cambiamento».
L’esperienza orologiera promessa ai visitatori di Watches and Wonders 2026 sarà ancora più coinvolgente, anche grazie al programma In the City, che si svolge in città, e alla nuova collaborazione con il Montreux Jazz Festival, che prevede esibizioni dal vivo in una nuova location di 600 mq. «In fiera ci saranno attività negli stand, workshop e visite guidate. Abbiamo ampliato il programma In the City coinvolgendo musei, sale per concerti e librerie».
Saranno tante anche le attività per le nuove generazioni: «Nel 2025 con Watches and Wonders quasi 10mila giovani hanno scoperto il nostro mondo. Un risultato che siamo determinati a consolidare anche grazie al nuovo Watchmaking Village in città, e alle attività ludiche pensate per bambini e ragazzi – conclude Humair –. Sull’eventualità dell’ingresso di nuovi brand in futuro, posso dire che il dialogo è sempre aperto con tutti e incoraggiamo ogni marchio interessato a manifestarlo. Il Palexpo ha ancora spazio disponibile, ma non è illimitato: per questo valuteremo attentamente un’eventuale crescita».







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