Una trattativa difficile. Stati Uniti e Iran inizieranno i colloqui in Pakistan da posizioni molto distanti, anche se il presidente Donald Trump ha detto che le proposte presentate da Teheran costituiscono una «base» per i negoziati. Le due parti restano però ferme su richieste contrapposte per porre fine alla guerra: il piano iraniano in 10 punti mostra scarse sovrapposizioni con il piano Usa in 15 punti.
Le differenze da colmare sono quindi ampie. Per esempio, la proposta iraniana include la richiesta di poter arricchire uranio, possibilità che Trump ha definito non negoziabile. I 10 punti inoltre non affrontano le capacità missilistiche dell’Iran, considerate da Teheran non negoziabili, mentre Israele e gli Stati Uniti hanno chiesto di ridurle drasticamente.
Molte cose sono inoltre cambiate rispetto ai colloqui precedenti, che si erano concentrati sul programma nucleare e sui missili dell’Iran. Queste questioni sono ora oscurate dal destino dello Stretto di Hormuz. Teheran ha indicato che, nell’ambito di un accordo di pace permanente, cercherebbe di imporre una tariffa alle navi in transito nello stretto, che nel suo punto più angusto tra Iran e Oman misura appena 34 km (21 miglia) di larghezza.
La propaganda di guerra, infine, oscura il quadro. Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran ha affermato in un comunicato che Washington aveva accettato il piano iraniano in 10 punti e che «gli Stati Uniti si sono, in linea di principio, impegnati» a riconoscere una serie di punti: non aggressione; mantenimento del controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz; accettazione dell’arricchimento; revoca di tutte le sanzioni primarie e secondarie; cessazione di tutte le risoluzioni approvate dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu e dal Consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica; ritiro delle forze da combattimento statunitensi dalla regione; e cessazione della guerra su tutti i fronti, incluso contro la resistenza islamica in Libano.
Difficile che gli Usa siano pronti ad accettare tutte queste richieste. Secondo fonti israeliane, la proposta in 15 punti di Trump, precedentemente inviata all’Iran tramite il Pakistan, prevedeva la rimozione delle scorte iraniane di uranio altamente arricchito, la fine dell’arricchimento, la limitazione del programma missilistico-balistico e il taglio dei finanziamenti agli alleati regionali.

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