Questa mattina la presidente del Consiglio Meloni affida un duro sfogo ai suoi canali social, e lo fa rispetto alla pubblicazione delle foto che la ritraggono con un pentito del cland Senese. “Oggi la “redazione unica”, composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi”, così scrive la premier, e prosegue. “Inoltre, questi signori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata. Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni. Così come sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunque faccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare mie dichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stesse circostanze”.
E ancora Meloni: “Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento. Differenze. Ma a questi “professionisti dell’informazione” non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica. Poco importa. Non sono una persona che si fa intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede”.
Da dove viene della foto e chi l’ha pubblicata
La foto pubblicata dai quotidiani citati da Meloni, la ritrae con Gioacchino Amico, esponente di spicco del clan camorristico Senese, che avrebbe intrattenuto rapporti con esponenti politici in Lombardia e non solo. Ad averla pubblicata per primo è stata la trasmissione Rai Report, la foto è stata scattata a un evento elettorale del 2019. Il processo in questione è quello identificato come Hydra. Si tratta di un’inchiesta giudiziaria coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che riguarda la presenza e la collaborazione tra diverse organizzazioni mafiose nel Nord Italia, nasce nasce da un’indagine che ha documentato una sorta di “alleanza operativa” tra gruppi appartenenti a Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra. Il nome “Hydra” richiama proprio l’idea di una struttura con più “teste” ma capace di agire come un unico sistema.
“Il 2 febbraio del 2019 all’Hotel Marriott di Milano era presente l’intero gotha di Fratelli d’Italia. L’occasione era la prima grande iniziativa politica del partito al nord, in vista delle Europee di quell’anno”, scrive Report sui social in un post dichiarato come “esclusiva”.
“Il pezzo forte era riservato per il gran finale della manifestazione: l’intervento della leader Giorgia Meloni. Tra militanti e dirigenti in sala ad accogliere la futura presidente del Consiglio, c’era, in prima fila, anche Gioacchino Amico, referente del clan Senese in Lombardia”.
E poi la descrizione della persona in questione: “Siciliano di nascita, ma adottato dalla camorra romana dei Senese, Amico è l’uomo che ha fatto sedere allo stesso tavolo i referenti milanesi di Matteo Messina Denaro, i capi delle locali lombarde della ‘ndrangheta e il clan di Michele ‘o pazzo, il capomafia più potente della Capitale”. Qui in basso il post con la descrizione completa.












