L’allarme, sullo stop al cherosene per gli aerei, con i quattro aereoporti italiani colpiti dalla crisi energetica. Allarmi poi rientrati. Ma dopo il carburante per i velivoli il prodotto petrolifero che preoccupa di più l’Italia è il gasolio. I numeri spiegano (in parte): i consumi nazionali sono di 24 milioni di tonnellate l’anno, mentre le scorte sono meno di 2 milioni di tonnellate. Una forbice, che alla luce del conflitto in Medio Oriente suona in modo sinistro proprio in questi giorni. Giorni nei quali il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen aveva avvertito che l’Europa intera, doveva prepararsi a uno “shock energetico lungo” e che alcuni prodotti raffinati rischiano di diventare il punto più sensibile della crisi.
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stazione di servizio a Saint-Léonard, Francia (Afp)
Il conto: 2 milioni di tonnellate coprono poco più di 30 giorni di domanda italiana. È questa – secondo diverse fonti – la fotografia.
Un quadro però molto teorico in realtà perché presuppone che il Paese debba vivere soltanto di scorte e non possa contare né sulla raffinazione interna né su altre rotte di approvvigionamento. Che per fortuna, ci sono.
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Aerei in aeroporto, immagine d’archivio (Ansa)
L’Italia dello stretto di Hormuz
Il quadro cambia quando si passa però dal totale dei consumi al volume davvero legato a Hormuz. Secondo i dati riportati dal Corsera, il 57% del gasolio importato dall’estero – 3 milioni di tonnellate l’anno – passa attraverso lo Stretto controllato dall’Iran. In parallelo, però, l’Italia è un esportatore netto di diesel: ne importa 5 milioni di tonnellate l’anno e ne vende all’estero 8 milioni. Questo significa che il blocco di Hormuz potrebbe non coincidere con un azzeramento del gasolio disponibile nel Paese.
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Usando quel dato e non l’intero consumo nazionale, le scorte oggi disponibili coprirebbero il buco per oltre 240 giorni.
Ma è un conto teorico anche questo, il diesel forse non sparirà “in automatico” dopo un mese solo perché Hormuz si blocca, ma per una sinergia di fattori che stanno stringendo, pian piano, a tenaglia, l’economia dell’energia del paese.
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