Storie Web domenica, Aprile 5

Si chiama Axplorer (ma la A iniziale si pronuncia come fosse una E), è uno strumento di ricerca matematica assistita dall’intelligenza artificiale e promette di rendere possibile ottenere su un normale laptop risultati che, fino ad oggi, richiedevano l’utilizzo di un supercomputer.

Per spiegare come sia possibile Axiom Math, l’azienda che lo ha sviluppato, fa un esempio pratico, relativo al problema di Turán sui 4 cicli. In estrema sintesi, si tratta di rispondere a questa domanda: volendo connettere tra di loro i punti di una rete, qual è il numero massimo di connessioni che è possibile effettuare senza disegnare un quadrato?

La questione, che rientra in quella branca della matematica che è la teoria dei grafi, non è solo teorica. Viene infatti applicata per analizzare reti complesse, come ad esempio i social network. In un paper pubblicato a novembre del 2024 un gruppo di ricercatori aveva proposto di affrontare il problema attraverso una metodologia chiamata PatternBoost. In pratica, venivano generate una serie di soluzioni casuali, l’intelligenza artificiale permetteva di selezionare le migliori, sulla base delle quali il modello veniva addestrato in un processo di raffinazione continua.

Mentre però PatternBoost descriveva ogni grafo elencando tutte le possibili coppie di nodi, comprese quelle non collegate, Axplorer descrive ogni grafo elencando solo i collegamenti effettivamente esistenti. Un cambiamento di approccio che riduce notevolmente i tempi e la potenza di calcolo necessario: se prima infatti occorrevano 116 milioni di tentativi per arrivare a una soluzione ottimale, con lo strumento sviluppato da Axiom Math ne bastano 2,6 milioni e il processo si esaurisce nel giro di due ore e mezza. E, sottolineano dall’azienda, basta una singola GPU e l’intera operazione costa tre dollari. Detto altrimenti, dove prima serviva un supercomputer, ora bastano un laptop e qualche spicciolo.

Axplorer promette in altre parole di ridurre i costi della ricerca matematica. Annunciando il lancio di questo strumento si spingono anzi a parlare di democratizzazione. Un processo nel quale è presente anche una mente italiana: a capo dello staff tecnico dell’azienda c’è infatti Alberto Alfarano, formatosi al Politecnico di Milano.

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