Il credito d’imposta sul gasolio agricolo salva le semine primaverili e previene i rincari sui prodotti agroalimentari. Tirano un sospiro di sollievo gli agricoltori italiani per la misura varata venerdì 3 aprile dal Consiglio dei ministri che prevede un credito di imposta di 30 milioni di euro destinato a coprire le spese per l’acquisto del carburante del mese di marzo nella misura del 20%.
Lollobrigida: un sostegno concreto al settore primario
«Un sostegno concreto al settore primario italiano – ha commentato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida -. I nostri agricoltori potranno attutire i rincari del costo del carburante necessario a produrre. Si tratta di una misura che ha un impatto sia sulle imprese agricole che sui cittadini che potranno continuare a scegliere la qualità dei prodotti italiani senza ulteriori aumenti derivanti dall’incremento dei costi di produzione».
Prandini: i prezzi del gasolio passati da 0,85 a 1,45 euro al litro
E molto soddisfatte sono anche le organizzazioni agricole. «L’estensione alle imprese agricole del credito di imposta adottato per la pesca – ha commentato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – è importante per salvare le semine primaverili e l’annata agraria. A causa della guerra i prezzi del gasolio agricolo sono passati da circa 0,85 euro al litro a 1,45 euro con rincari superiori a quelli del diesel ordinario. Il caro gasolio unito alla fiammata dei prezzi dei fertilizzanti (l’urea ha toccato quota 835 euro a tonnellata contro i 585 di prima della guerra in Iran) rischiava di bloccare l’annata agraria».
Il carburante arriva a pesare fino al 20% dei costi di produzione
Grande soddisfazione è stata espressa anche da Confagricoltura che ha ricordato come «il solo gasolio in alcuni settori produttivi (orto-florovivaismo, fungicolo, zootecnia, piscicoltura, e per alcune lavorazioni come la trasformazione dei foraggi e l’irrigazione) arriva a incidere tra il 15 e il 20% sui costi totali di produzione».
Sono necessari sforzi aggiuntivi e interventi strutturali
Per la Cia-Agricoltori italiani la misura adottata dal Governo rappresenta «un primo passo – sottolineano – che necessita di sforzi aggiuntivi, quantomeno per i mesi di aprile e maggio, quando nei campi le attività si intensificano e la domanda di input energetici aumenta. Non si deve trascurare, infatti, l’incremento degli altri costi di produzione, come nel caso dei fertilizzanti, con rincari fino al 60% per urea e azotati a causa delle tensioni in Medio Oriente. Confidiamo – ha aggiunto la Cia – che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana e, in particolare, per le filiere più in crisi, come quella cerealicola e zootecnica».









