Parlando alla Commissione Mista sulla Sicurezza Nazionale, la ministra ha ammesso che la decisione risale a quando gli Stati Uniti hanno intrapreso «inaspettatamente e senza preavviso» l’attacco all’Iran.
«Le nostre basi saranno a disposizione per qualsiasi operazione che serva alla difesa collettiva, ma mai per un attacco al diritto internazionale», sono le parole della Robles.
Regno Unito, Starmer: «Londra non si unisce a questa azione offensiva»
Diverso il posizionamento del governo britannico, guidato dal laburista Keir Starmer. Già lo scorso 1 marzo, all’indomani dei primi bombardamenti nei territori iraniani, il premier aveva infatti annunciato che sarebbe stato concesso a Washington l’uso di basi militari britanniche per colpire siti missilistici controllati da Teheran, pur precisando che Londra non avrebbe aderito alla posizione offensiva.
Venti giorni dopo, il Regno Unito aveva poi allargato la portata di tale autorizzazione anche per attacchi contro obiettivi iraniani che minacciano lo Stretto di Hormuz, continuando però a bollare queste operazioni come “difensive”.
Germania, l’uso delle basi Usa di Ramstein e Spangdahlem
Resta poco definita la posizione di Berlino. È stato il portavoce Stefan Kornelius a spiegare che l’uso delle basi Usa di Ramstein e Spangdahlem basano le loro operazioni su accordi e trattati «giuridicamente validi».









