Sono tra 15 e 20mila i pensionati che per errore dell’Inps hanno avuto corrisposto fino a mille euro a marzo e che sono chiamati a restituire la somma: se l’importo è fino a 150 euro la restituzione scatterà nella mensilità di aprile, se la somma è maggiore verrà rateizzata a partire dal 1° maggio.
La detrazione riconosciuta nel 2025
Facciamo un passo indietro. con la legge di Bilancio 2025 il taglio del cuneo contributivo è stato trasformato in bonus fiscale fino a 20mila euro e in detrazione per i lavoratori dipendenti con redditi compresi da 20mila fino a 40mila euro.
Questa detrazione per i redditi tra 20mila e 40mila euro, già riconosciuta dall’Inps nel conguaglio a credito nel cedolino di marzo 2026 su un numero limitato di posizioni, in base a indicazioni di natura fiscale, è invece risultata non dovuta in alcune situazioni (redditi assimilati al lavoro dipendente come le pensioni integrative e indennità sostitutive).
Tra maggio e dicembre il recupero rateale fino a mille euro
Il recupero rateale delle somme errroneamente erogate dall’Inps ai pensionati ma non dovute, sarà attivato dall’Istituto di previdenza a partire dal mese di maggio 2026, nel numero massimo di 8 rate, invece che in un’unica soluzione, dunque fino alla mensilità di dicembre.
Un cedolino dedicato ad aprile per restituire fino a 150 euro
L’Inps informa anche di aver disposto un pagamento aggiuntivo nel mese di aprile che neutralizza per tale mensilità la trattenuta già preimpostata per l’intero importo. Con valuta 1° aprile, in concomitanza con il pagamento della pensione, scatterà tuttavia il recupero in un’unica soluzione per chi deve restituire fino a 150 euro in un cedolino dedicato, corredato di una specifica annotazione che illustra l’operazione eseguita.











