Creare abiti non è una professione, ma un’arte: in questa dichiarazione c’è l’essenza di Elsa Schiaparelli, una delle stiliste più creative e innovative del ventesimo secolo. Il Victoria & Albert Museum di Londra dedica ora a questa intrepida pioniera della moda una grande retrospettiva, la prima mostra sulla maison Schiaparelli mai realizzata in Gran Bretagna.

Nata nel 1890 a Roma in una famiglia di intellettuali, a soli 23 anni Elsa era fuggita a Parigi per trovare la libertà di sperimentare. Nel 1927, con tipica audacia, la stilista del tutto autodidatta aveva lanciato la sua prima collezione di abbigliamento sportivo, mirato a una donna attiva e moderna. I suoi maglioni con decorazioni trompe l’oeil come fiocchi furono subito imitati.

Il successo di Schiaparelli Pour le Sport la portò rapidamente ad ampliare la sua gamma, creando abiti da giorno e da sera. I suoi tailleur sono sempre moderni, utilizzando nuovi materiali e stampe originali, ma anche pratici: le giacche, ad esempio, hanno sempre capienti tasche per evitare l’obbligo di portare una borsetta, mentre le tradizionali gonne vengono spesso sostituite da pantaloni.

Già nel 1932 il suo atelier aveva 400 dipendenti e creava oltre settemila capi di alta moda all’anno per una clientela sempre più internazionale. Nel 1935 Schiaparelli trasferì il suo atelier al 21 di Place Vendôme, da lei definito «il centro dell’eleganza mondiale» e da Salvador Dalì «il cuore pulsante del movimento surrealista parigino».

Il cuore della mostra è proprio la stretta collaborazione con alcuni grandi artisti dell’epoca, basata su un’ammirazione reciproca. È stata una musa per i Surrealisti e per i Futuristi. Era lei, con le sue creazioni originali e a volte sconcertanti, a ispirare e influenzare artisti come Dalì, appunto, ma anche Man Ray, Jean Cocteau, Alberto Giacometti e Pablo Picasso. Era «il centro di una costellazione di pittori, scultori, fotografi, scrittori e artigiani», secondo Sonnet Stanfill, curatrice della mostra.

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