Storie Web martedì, Marzo 24

Primo confronto istituzionale sul futuro di Sifi, la Società Industria Farmaceutica Italiana con stabilimento ad Aci Sant’Antonio, nel catanese, considerata una delle eccellenze tecnologiche e industriali del polo etneo e oggi parte del gruppo spagnolo Faes Farma. Al centro dell’incontro che si è tenuto oggi tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero della Salute e i vertici aziendali, il piano industriale del sito siciliano, gli investimenti futuri e il quadro delle valutazioni connesse alle procedure di golden power, che riguardano i comparti strategici, tra cui quello farmaceutico.

Dal confronto è emersa, secondo quanto riferito, la conferma da parte dell’azienda della continuità del percorso industriale già annunciato. Sifi ha infatti ribadito che non si sono registrati scostamenti rispetto agli obiettivi e alle strategie delineate nei mesi scorsi e ha rinnovato la volontà di proseguire con gli investimenti programmati, consolidando la propria presenza in Sicilia e il ruolo produttivo del sito etneo.

Un passaggio rilevante riguarda anche le prospettive di crescita del gruppo. L’azienda ha indicato tra i propri obiettivi strategici il raddoppio del fatturato di Faes Farma entro il 2030 rispetto ai livelli del 2024, con il traguardo di un miliardo di euro di vendite. Un target che il Mimit ha considerato significativo, sottolineando l’auspicio che questa traiettoria possa tradursi in effetti concreti anche sul fatturato e sull’operatività degli stabilimenti italiani, destinati a restare centrali nello sviluppo del polo oftalmologico del gruppo.

Sul versante occupazionale, uno dei nodi più sensibili del dossier, è stato confermato che il numero degli esuberi è sceso dalle iniziali 52 unità a 39 complessive. Le uscite, è stato precisato, sono avvenute su base volontaria, dopo l’approvazione dell’ipotesi di accordo da parte dell’assemblea dei lavoratori di Sifi.

Il ministero, d’intesa con il dicastero della Salute, ha infine indicato la necessità che il confronto avviato oggi non resti un episodio isolato ma diventi un metodo di lavoro stabile tra istituzioni e impresa. L’obiettivo è accompagnare con un monitoraggio costante un settore considerato strategico per il Paese, come quello farmaceutico, in una fase in cui innovazione, presidio industriale e tutela degli asset nazionali tornano al centro della politica industriale.

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