La tendenza è negativa. Ossia, calano le precipitazioni totali e anche la cosiddetta risorsa idrica rinnovabile. Un andamento che, come emerge dalle valutazioni prodotte dall’Ispra attraverso il modello Bigbang, è costante nel periodo che dagli anni 50 arriva sino al 2025.
Nel 2025 un calo del 9%
Nel 2025, infatti, le precipitazioni totali in Italia sono state pari a 963,4 millimetri, pari a circa 291 miliardi di metri cubi, in calo di circa il 9% rispetto al 2024, anno considerato dagli esperti «particolarmente piovoso». «Il 2025 fa però segnare un lieve aumento del 2% rispetto alla precipitazione media annua del periodo 1991–2020, ultimo trentennio climatologico, che ammonta a circa 285 miliardi di metri cubi – sottolineano dall’Ispra-. Nel 2025 la risorsa idrica rinnovabile, vale a dire la quantità di precipitazioni al netto della perdita per evapotraspirazione, stimata in circa 128 miliardi di metri cubi, risulta in calo rispetto alle medie storiche, è stata inferiore di oltre il 7% rispetto alla media annua di lungo periodo pari a circa 138 miliardi di metri cubi, del 4% rispetto alla media dell’ultimo trentennio climatologico e di circa il 19% rispetto al 2024». Non solo: «L’attuale aggiornamento del bilancio idrologico – proseguono ancora dall’Istituto superiore per la protezione ambientale – continua quindi a confermare la tendenza negativa osservata dal 1951 ad oggi, riferita in particolare alla disponibilità di risorsa idrica rinnovabile a livello nazionale».
La presentazione il 24 marzo
Lo studio messo in campo dai ricercatori ha analizzato le tendenze e gli scostamenti rispetto ai valori medi del lungo periodo 1951–2025 e del trentennio climatologico 1991–2020. Il dettaglio delle valutazioni sarà presentato il prossimo 24 marzo nel corso del Workshop “Bilancio idrologico e disponibilità di risorsa idrica: aggiornamento 2025, previsioni stagionali e proiezioni climatiche”, organizzato dall’Ispra in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua.











