L’amministrazione comunale ha confermato ufficialmente la richiesta di mantenere il progetto del tunnel subportuale di Genova «nella sua configurazione originale, ovvero con la realizzazione dell’uscita intermedia per il centro città, attraverso le rampe di via delle Casaccie e via Madre di Dio, senza alcuna previsione di demolizione a priori della Soprelevata (cioè la strada Aldo Moro, che attraversa il capoluogo ligure da Sampieradrena alla Foce, ndr)». L’annuncio arriva al termine di una riunione a cui hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Liguria e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci, la sindaca, Sivia Salis, il vicesindaco di Genova, Alessandro Terrile, l’assessore comunale alle Infrastrutture, Massimo Ferrante, e l’ad di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana.
«Il destino della Soprelevata – scrivono i rappresentanti del Comune in una nota – sarà deciso esclusivamente attraverso un percorso partecipato con la cittadinanza. Tale confronto verrà avviato solo dopo l’entrata in esercizio del tunnel subportuale nella sua interezza, quando sarà possibile analizzare con dati certi i nuovi flussi della viabilità e l’impatto dell’opera sul traffico cittadino».
Durante l’incontro, prosegue la nota, «è stato affrontato il tema dei fondi necessari per completare le ispezioni e i monitoraggi di ponti e impalcati, come richiesto dalle attuali normative nazionali. L’obiettivo è garantire la massima sicurezza e programmare gli eventuali interventi di ripristino necessari. I presenti hanno accolto la proposta del Comune di reperire parte delle risorse necessarie attingendo dall’accordo di risarcimento per la città siglato in seguito al crollo di ponte Morandi. Per formalizzare questo passaggio, verrà redatto nei prossimi giorni un apposito addendum tecnico all’accordo esistente».
L’ente commissariale, da parte sua, precisa che il confronto «ha consentito di chiarire i i principali temi emersi nel dibattito pubblico: sono stati illustrati i piani di gestione dei cantieri e della viabilità» e il bilancio complessivo dell’opera mostra: «oltre 30mila veicoli al giorno sottratti alla viabilità urbana di superficie; riduzione significativa dei tempi di attraversamento città-porto (fino al 30-40%); abbattimento delle emissioni e miglioramento della qualità dell’aria nelle aree più congestionate».
È stato confermato, afferma, inoltre l’ente commissariale, «che gli interventi sono stati progettati nel pieno rispetto delle prescrizioni ambientali e paesaggistiche, con il coinvolgimento degli enti competenti, tra cui la Soprintendenza, e con misure compensative già definite e approvate tese a valorizzare il verde urbano, con particolare riferimento all’area del nuovo parco della Foce e il sistema del verde monumentale di viale delle Brigate Partigiane».









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