Storie Web domenica, Marzo 22

Da un lato l’intelligenza artificiale, la frontiera più evoluta del tech, e dall’altro l’acqua, il bene vitale primordiale. Due mondi lontanissimi ma in realtà più integrati di quanto si pensi. Per capirlo basta osservare l’andamento dei principali Etf che investono in titoli legati ai servizi idrici: si tratta di cloni che si muovono sui massimi storici, con grafici che hanno somiglianze con i movimenti che si registrano a Wall Street. Un settore tendenzialmente aciclico diventato molto esposto alle variabili economiche.

Il mistero è presto svelato. I data center, che servono a gestire la tecnologia cloud, sono fondamentali per sviluppare l’intelligenza artificiale e hanno nell’acqua un bene essenziale. I sistemi di raffreddamento utilizzati per mantenere i server alla giusta temperatura richiedono infatti enormi quantità di oro blu. Secondo un’analisi di Alexander Roll, Investment Strategist di Global X, i grandi data center possono usare fino a 5 milioni di galloni al giorno (circa 1,32 milioni di litri). Questo significa che un singolo data center AI può arrivare a consumare l’equivalente giornaliero di acqua di quasi 2mila famiglie. Secondo Global X, entro il 2028, il consumo globale legato ai data center AI potrebbe raggiungere 1.068 trilioni di litri annui, 11 volte i livelli del 2024.

Non c’è solo questa voce. La domanda globale d’acqua potrebbe crescere fino al 25% entro il 2050, spinta anche dalla crescita demografica. Sul lato dell’offerta, pesano uso non sostenibile e infrastrutture carenti. L’impiego intensivo di risorse idriche rappresenta una sfida fondamentale per questo bene prezioso, entrando in competizione con agricoltura, città e industrie. Il tutto si combina con i problemi creati dal riscaldamento globale oltre alla siccità e alla desertificazione crescente di molte aree.

Domani è in programma la giornata mondiale dell’acqua: accanto alle storiche carenze di questo bene essenziale nel mondo, il tema dei data center sarà sicuramente al centro dell’attenzione. I grandi gruppi tech hanno allo studio soluzioni alternative per ridurre gli impatti ambientali, ma al momento il quadro è questo e con lo sviluppo esponenziale dell’AI sono richieste risposte in tempi rapidi per evitare che la situazione ambientale registri pesanti ripercussioni.

A Piazza Affari ci sono tre Etf idrici principali (Ishares, Amundi e L&G) che dall’inizio del 2020 guadagnano total return tra il 63 e il 78 per cento. L’accelerazione più evidente dei prezzi è avvenuta negli ultimi due anni proprio in concomitanza con il boom dell’AI. Questi cloni vanno a replicare indici benchmark che investono sulle principali società globali del settore (statunitensi ma non solo) Si tratta di risultati in linea sostanzialmente con l’indice globale delle utilities, che hanno pure beneficiato in questi ultimi anni del calo dei tassi di interesse.

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