Le autorità francesi hanno segnalato alle autorità statunitensi una possibile «valutazione artificiale» delle società X (ex twitter) e X AI da parte di Elon Musk. Lo ha affermato la procura di Parigi confermando un articolo di Le Monde.

Secondo la Procura la controversia sui contenuti generati da Grok – l’intelligenza artificiale integrata nella piattaforma – sarebbe stata amplificata ad arte per aumentare visibilità e valore percepito in previsione della «prevista Ipo a giugno 2026 della nuova entità risultante dalla fusione tra SpaceX e X AI». Oggi, infatti, SpaceX controlla xAI, e xAI controlla X.

Dall’altro lato dell’Atlantico, invece, non si parla più di ipotesi. Una giuria federale in California ha stabilito che Musk ha ingannato gli investitori di Twitter nel 2022, quando – prima di completare l’acquisizione, che poi avrebbe portato alla nascita di X – aveva pubblicamente criticato la piattaforma (in particolare sul tema dei bot) nel tentativo, secondo i giurati, di rinegoziare al ribasso il prezzo dell’operazione da 44 miliardi di dollari. Il verdetto apre ora la strada a richieste di risarcimento che potrebbero arrivare fino a miliardi.

Le due vicende, la prima ancora da dimostrare, mentre la seconda arrivata a sentenza, sono accomunate dall’uso della comunicazione pubblica fatta da Musk per incidere sulle valutazioni delle sue aziende: nel primo caso in rialzo, secondo l’ipotesi degli inquirenti, nel secondo al ribasso per rendere più conveniente l’acquisizione. Musk, infatti, dopo aver deciso di comprare twitter, si era pentito pubblicamente per il prezzo troppo alto minacciando di ritirarsi prima della conclusione dell’operazione.

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