Storie Web domenica, Marzo 15

Eric promuove i droni come «la strada del futuro» e ne sa qualcosa: un fondo dove lui e il fratello sono partner, American Ventures, ha nell’insieme investimenti nel comparto calcolati in 750 milioni. Le loro operazioni nei velivoli senza pilota, accanto a Powerus, vedono Eric alle spalle di un deal da 1,5 miliardi per la quotazione al Nasdaq dell’israeliana Xtend. Don jr è dal 2024 consulente di Unusual Machines nella componentistica. E la sua 1789 Capital ha partecipazioni nella Anduril Industries, specializzata in arsenali automatici e reduce da contratti governativi. Il Pentagono, che contro Teheran ha per la prima volta mobilitato droni unidirezionali, sta moltiplicando spesa e contratti per un’armata di centinaia di migliaia di velivoli – 1,1 miliardi di dollari entro il 2027 – mentre l’amministrazione ha messo al bando simili tecnologie cinesi e estere per ragioni di sicurezza nazionale.

L’ombra dell’insider trading

Ipotesi più inquietanti sfiorano l’entourage di Trump: il giallo dell’insider trading sulla guerra. Hanno attirato l’attenzione scommesse anonime dal sospetto tempismo, appena prima dell’attacco a Teheran del 28 febbraio, sulla piazza Polymarket; nel frattempo restano senza risposta appelli a riforme dei cosiddetti prediction markets, scarsamente regolamentati e di dubbia attendibilità. Un utente dal nome in codice Magamyman, ad esempio, ha intascato mezzo milione con una scommessa bellica avvenuta 71 minuti prima dell’annuncio a sorpresa delle ostilità. Allarme avevano destato simili puntate alla vigilia del blitz segreto ordinato dalla Casa Bianca in Venezuela per catturare Nicolas Maduro. L’amministrazione nega qualunque coinvolgimento in manovre speculative.

L’associazione Project on Government Oversight ha denunciato che i nuovi deal legati a spese nella difesa e per i conflitti sono, come minimo, all’apparenza impropri, coronamento di una lunga lista di dubbie sovrapposizioni tra politica e affari. Se la famiglia Trump afferma che il presidente non partecipa a decisioni di business, di sicuro nel suo secondo mandato ha trattato i conflitti di interessi sempre più liberamente, rivendicando totale immunità per legge e incurante di polemiche. Non utilizza un blind trust, piuttosto un trust revocabile, veicolo pilotato, appunto, dai figli e sul quale può avere l’ultima parola. Gli esperti di etica e governo, prendendo a prestito il vocabolario di enormi e rari successi imprenditoriali, definiscono Trump un “unicorno” quando si tratta di ricchezza costruita su cariche pubbliche. L’opposizione democratica denuncia più apertamente scambi di favori e corruzione senza precedenti, un boom di oligarchie e capitalismo clientelare.

Tutte le iniziative collaterali

Ma le molteplici operazioni dell’impero del presidente, imperniato sulla holding Trump Organization, promettono di restare a caccia di opportunità. Dalle origini immobiliari e nella reality Tv, la strada è stata lunga e non si ferma. Il mondo cripto è diventato la sua passione e il principale tesoro: secondo il New Yorker da qui ha derivato almeno 2,4 miliardi in un anno. Ha lanciato token e volatili divise meme ($Trump, $Melania) e ha una quota in World Liberty Financial, forte di asset digitali e stablecoin. Tra i partner conta gli immancabili Witkoff.

La stessa Trump Technology and Media, nota per il social Truth, oggi si dedica al management di valute digitali. Non solo: nella più recente evoluzione ha orchestrato un matrimonio da sei miliardi con il marchio della fusione nucleare Tae Technologies, per avvantaggiarsi della fame di energia dei centri dati. Dalla finanza (dove riceve investimenti internazionali) sono giunti alla famiglia guadagni per forse 340 milioni. L’ospitalità (una quindicina di campi da golf, resort e alberghi, con progetti in fase di sviluppo dall’Arabia Saudita al Vietnam) è affare da centinaia di milioni, di guadagni (27o milioni) e asset. Dieci campi negli Usa oggi valgono 550 milioni. I media hanno portato in dote 166 milioni, compreso un documentario su Melania strapagato da Amazon. Altre voci – jet privato, merchandising, patteggiamenti legali – hanno generato 280 milioni.

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