Una petroliera russa, una “nave ombra”, vaga da giorni senza equipaggio alla deriva nel Mediterraneo attualmente in acque maltesi e senza equipaggio, forse colpita da un “barchino elettronico” ucraino. Una situazione che ora comincia a preoccupare anche l’Italia, tanto che venerdì 13 marzo a Palazzo Chigi si è riunita per un vertice sulla nave “Arctic Metaga”, carica di 900 tonnellate di gasolio e serbatoi di gas liquefatto.
L’ipotesi: colpita il 3 marzo da un drone ucraino
La nave, con bandiera russa, ha uno squarcio sul lato sinistro e – secondo fonti russe – sarebbe stata colpita nei pressi di Malta il 3 marzo scorso da un drone idrografico di superficie di provenienza ucraina, ovvero imbarcazioni indipendenti senza pilota. Il drone potrebbe essere partito dall’Africa. Nessun commento da parte ucraina. Partita dal porto russo di Murmansk, prima di essere colpita stava facendo rotta verso il porto egiziano di Port Said.
I danni
A seguito dell’attacco si è aperta una grossa falla e due delle quattro cisterne di gas naturale liquido sarebbero andate distrutte mentre le altre due sembrerebbero intatte. Il resto della nave è stato bruciato da un incendio mentre l’equipaggio, i trenta uomini che erano a bordo, già da tempo avrebbe abbandonato l’imbarcazione per essere poi portato a Bengasi.
L’ultima rilevazione
Nelle ultime ore la nave si è allontanata di qualche miglio da Linosa, in direzione Est, e le correnti continuano a spingerla verso Malta.
Cosa potrebbe accadere
Al momento non è ancora chiaro quale sarà il suo destino, ma una delle ipotesi è che possa esserne indotto l’affondamento. Il tutto in attesa che l’armatore possa attivarsi con la società preposta al recupero del relitto.










