Il mercato dello streaming premium non è più il Far West. Nel 2025, la categoria Svod (video on demand con sottoscrizioni) premium negli Stati Uniti (dieci piattaforme monitorate, da Netflix a Disney+, da Hbo Max a Paramount+) smette di correre a doppia cifra e imbocca con decisione la fase della maturità: la crescita degli abbonamenti anno su anno scende al +7%, contro il +12% del 2024. Declinato in cifre: 18 milioni di nuove sottoscrizioni YoY a fine Q4 2025, rispetto ai 27 milioni dell’anno precedente con un calo del 33%.
È una frenata che però, forse, più che di crisi sa di assestamento quella indicata dai numeri diffusi dalla società Antenna e relativi al mercato dello streaming on demand negli Stati Uniti, contenuti nel report “State of Subscriptions Report: Premium SVOD 2025 Year In Review”.
Insomma: mentre la corsa rallenta, il sistema diventa più prevedibile. Il churn (tasso di abbandono) medio ponderato del comparto chiude dicembre 2025 al 4,6%, leggermente meglio del 4,8% di dicembre 2024. E, soprattutto, la volatilità si attenua: da settembre 2024 ad agosto 2025 il churn è risultato «piatto o più basso» in 7 mesi su 11 rispetto allo stesso mese dell’anno prima.
La “guerra dello streaming”
Nella fase delle “guerre dello streaming” l’obiettivo era far rumore: brand awareness, lancio di nuove piattaforme, promesse di cataloghi infiniti. Oggi la logica è diversa: i servizi puntano l’acquisizione su pochi picchi ad alta risonanza, quando possono “bucare” la soglia d’attenzione del pubblico con un messaggio e un’offerta difficili da ignorare.
Il nuovo centro di gravità è l’ultimo trimestre. Nel 2025 il quarto trimestre vale il 31% dei Gross Adds annuali e addirittura il 57% dei Net Adds.












