Storie Web domenica, Febbraio 22
Impensabile che accesso alle cure dipenda da residenza o titoli di studio

Nella sanità l’intelligenza artificiale “sicuramente ha un ruolo cruciale, come strumento di supporto alla prevenzione, alla cura e alla programmazione sanitaria”, e non a caso “stiamo investendo molto in tecnologia, anche con i fondi del Pnrr”, ma un dato indiscutibile è che “il fattore umano resta l’elemento fondamentale”. E “la responsabilità resta sempre al medico”, il quale “deve essere libero di assumere le decisioni in scienza e coscienza”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo al Conservatorio Santa Cecilia di Roma in occasione della VI Giornata nazionale del Personale sanitario, socio-sanitario, socio-assistenziale e del volontariato, istituita per legge nel 2020 dopo la pandemia Covid-19 quale riconoscimento dell’attività svolta dagli operatori sanitari a tutela della salute dei cittadini e che ricorre il 20 febbraio di ogni anno. E vengono ricordati i 383 medici e odontoiatri italiani deceduti a causa del Covid mentre svolgevano la loro attivita’ professionale.  Schillaci ha aggiunto che considera molto importante l’intelligenza artificiale “per migliorare il servizio sanitario nazionale, per ridurre le tante troppe e troppe disparità che sono presenti ancora oggi in Italia nel sistema sanitario”, e inoltre “non è pensabile” che ancora oggi “in un Paese moderno come il nostro, l’accessibilità alle cure e l’attesa di vita dipendano da dove uno risiede o dal titolo di studio che poi si traduce in reddito”.

 

Ha collaborato Marco Matteucci

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