Con l’aggravarsi delle tensioni con l’Iran – dopo che la più grande portaerei del mondo, la USS Gerald R. Ford, è entrata nel Mar Mediterraneo per unirsi alla flotta americana in Medio Oriente – centinaia di soldati statunitensi sono stati evacuati dalla base di Al Udeid in Qatar. Lo riporta il New York Times, citando funzionari del Pentagono, secondo cui sono state effettuate evacuazioni anche presso il gruppo di basi statunitensi in Bahrein che ospitano la Quinta Flotta della Marina. Truppe americane sono presenti anche in basi in Iraq, Siria, Kuwait, Arabia Saudita, Giordania ed Emirati Arabi Uniti.
A Donald Trump sono state presentate varie opzioni militari per l’Iran, incluso uno scenario che prevederebbe l’uccisione della guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e di suo figlio Mojtaba. Lo riporta Axios citando fonti informate. «Il presidente non ha ancora deciso di attaccare. Sta tenendo le sue opzioni aperte, Potrebbe decidere da un momento all’altro», hanno riferito alcuni funzionari americani.
L’amministrazione Trump sarebbe disposta a prendere in considerazione una proposta dell’Iran che consenta a Teheran un arricchimento nucleare “simbolico”, purché non lasci alcuna possibilità di arrivare all’arma nucleare. Lo scenario dell’arricchimento simbolico – sottolinea Axios – suggerisce che «potrebbe esserci un’apertura, anche se minima, tra le linee rosse fissate dagli Stati Uniti e dall’Iran per un accordo volto a limitare le capacità nucleari dell’Iran e prevenire la guerra». Allo stesso tempo, però, a Trump sono state appunto presentate opzioni militari che prevederebbero di colpire direttamente la Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei.
Un consigliere senior di Trump, citato da Axios, ha dichiarato: «Hanno qualcosa per ogni scenario. Uno scenario prevede l’eliminazione dell’ayatollah, di suo figlio e dei mullah» ma «nessuno sa cosa sceglierà il presidente. Non credo che lo sappia nemmeno lui». Il riferimento è a Khamenei e a suo figlio Mojtaba, considerato un potenziale successore.
Ci sono ancora spiragli per una de-escalation, però. Almeno sulla carta. Il presidente Usa, Donald Trump, «sarà pronto ad accettare un accordo con l’Iran che sia sostanziale e che possa vendere politicamente in patria. Se gli iraniani vogliono evitare un attacco, dovrebbero farci un’offerta che non possiamo rifiutare. Gli iraniani continuano a perdere l’occasione. Se continuano a giocare, non ci sarà molta pazienza», proseguono le fonti a Axios. Ieri il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha detto in un’intervista a Msnbc che una proposta iraniana sarebbe stata finalizzata «nei prossimi 2-3 giorni», ma funzionari statunitensi e israeliani hanno prospettato ad Axios che Trump potrebbe colpire l’Iran già questo fine settimana.









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