
Nel decreto Energia approvato dal Consiglio dei ministri spunta l’aumento dell’Irap per le imprese del comparto energetico a sostegno di un taglio degli oneri in bolletta per le pmi. Sarebbe questa, secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, l’ultima novità del provvedimento appena licenziato da Palazzo Chigi: nel Dl è contenuto, infatti, un incremento dell’aliquota per le aziende che producono energia di circa 900 milioni in due anni.
Il meccanismo, così congegnato, ricalca la leva già utilizzata dall’esecutivo per il settore bancario: vale a dire un aumento di circa due punti percentuali per portare l’aliquota ordinaria dall’attuale 3,90 al 5,90 per cento. Con l’obiettivo di ridurre gli oneri di sistema (la componente Asos) alle pmi che non sono energivore. In questo modo, dunque, il governo lancia un salvagente anche alle piccole e medie imprese sulla scia di quanto fatto in passato con altri decreti bollette. Con un beneficio, a conti fatti, che dovrebbe aggirarsi sui 20 euro per megawattora.
Fin qui le novità in zona Cesarini. Sul capitolo Ets, invece, la scelta del governo è quella di andare avanti con l’alleggerimento di questa posta e poi proseguire con l’Europa il più che probabile negoziato dal momento che il meccanismo è a matrice europea. Confermati, poi, sul fronte delle famiglie, i contributi straordinari che arriveranno fino a 125 euro per i nuclei fragili già titolari di bonus sociale, mentre per le famiglie senza bonus ma con Isee sotto i 25mila euro il contributo sarà a carico dei venditori su base volontaria.









