Storie Web mercoledì, Febbraio 18
Dall’energia nucleare alle biotecnologie, ecco a cosa serve il supercomputer Cresco

Dall’energia nucleare alla scienza dei materiali, dalla dinamica molecolare alle biotecnologie, ma anche per clima e transizione energetica e digitale. Sono gli applicativi di Cresco, il supercalcolatore dell’Enea che con 122 milioni di ore di calcolo in un anno ha contributo in modo significativo alla ricerca scientifica internazionale.

200 centri di ricerca e atenei

A giovarsi del supporto del supercomputer sono più di 200 tra centri di ricerca, atenei e imprese nelle attività che spaziano dall’energia nucleare alla scienza dei materiali, dalla dinamica molecolare alle biotecnologie, ma anche per clima e transizione energetica e digitale.

Dati riportati nel report High performance Computing on Cresco infrastructute: research activity and results 2024, che ha raccolto i dati sull’utilizzo di Cresco.

Tra le iniziative di maggior rilievo supportate nel 2024 dal sistema Enea di supercalcolo, come sottolineano dall’Agenzia di ricerca, c’è il progetto Pnrr Divertor Tokamak Test Facility Upgrade (DTT-U), «teso a migliorare l’affidabilità dei sistemi dell’impianto DTT per l’energia da fusione in costruzione presso il Centro Ricerche Enea di Frascati». Il supercomputer consente di sviluppare modelli avanzati e simulazioni per il comportamento del plasma utilizzato nella reazione di fusione nucleare.

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