Storie Web mercoledì, Febbraio 18
Dagli «ospedali digitali» alla telemedicina:  target Pnrr centrati ma quali benefici per i cittadini

«Al 31 dicembre 2025 per la Missione Salute del Pnrr erano previste tre scadenze europee relative alla digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale: tutte risultano formalmente rispettate, ma senza certezze sui reali benefici per i cittadini e per la sanità pubblica. Inoltre, il rispetto delle scadenze non può giustificare una rendicontazione poco trasparente: l’assenza di dati pubblici e i criteri utilizzati per certificare il raggiungimento dei target sollevano varie perplessità e devono essere completati da una rendicontazione dettagliata dei risultati. La trasparenza è un requisito essenziale di accountability e i dati pubblici sono “bene comune”. Lo dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe che è impegnata in un monitoraggio indipendente sull’attuazione della Missione Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

I dati di sintesi

Con 1,45 miliardi di euro – osservano dalla Fondazione – è stato raggiunto solo un livello base di digitalizzazione invece di 280 ospedali informatizzati mentre il Fascicolo sanitario risulta sì usato dal 95% dei medici di famiglia ma il profilo sanitario sintetico “è ancora un miraggio” e solo il 44% dei cittadini ha dato il consenso alla consultazione. Quanto al target Eu che prevedeva almeno 300.000 pazienti assistiti in telemedicina, è stato ampiamente superato con 467.479 pazienti, come certificato dalla Settima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr. «Tuttavia – sottolinea Cartabellotta – il monitoraggio effettuato tramite Piattaforma nazionale di telemedicina gestita da Agenas non è accessibile pubblicamente: tutte le Regioni e Province autonome hanno attivato almeno un progetto di telemedicina, ma non sono disponibili dati pubblici sul numero di pazienti assistiti per singola Regione. Se il target è stato raggiunto – commenta – è indispensabile rendere pubblici i numeri. Senza conoscere il numero di pazienti assistiti in ciascuna Regione e per quali servizi di telemedicina, è impossibile verificare se esistono gap digitali da colmare. Perché il Pnrr non serve solo a raggiungere i target nazionali, ma deve ridurre le diseguaglianze regionali e territoriali».

La richiesta a Schillaci

Proprio perché i dati pubblici rappresentano un “bene comune”, la Fondazione Gimbe chiede al ministero della Salute un resoconto dettagliato e accessibile su: numero di pazienti assistiti in telemedicina per ciascuna Regione, livello di digitalizzazione raggiunto da ciascuno dei 280 ospedali e definizione di indicatori chiari e coerenti sull’effettiva alimentazione del Fse da parte di medici e pediatri di famiglia. Ma soprattutto, se e con quali tempistiche verrà realizzata la completa digitalizzazione dei 280 ospedali prevista dall’impianto originario del Pnrr.

Ospedali, target «ribassato»

Il target europeo originario prevedeva – come ancora riportato sul sito del Ministero della Salute – di realizzare l’informatizzazione di tutti i reparti in 280 ospedali sede di Dipartimenti di Emergenza e Accettazione (Dea) di I e II livello. Ovvero la completa digitalizzazione delle 280 strutture ospedaliere, il cui elenco peraltro – fanno notare ancora dalla Fondazione Gimbe – non è mai stato reso pubblico: 210 entro il primo trimestre del 2024 e altre 70 strutture entro la fine del 2025. Con la sesta richiesta di modifica del Pnrr, effettuata dal Governo il 26 settembre 2025 e approvata dal Consiglio dell’Unione Europea il 27 novembre 2025, l’obiettivo è stato ridimensionato. Il target si considera raggiunto se tutti i 280 ospedali aumentano di almeno un livello nella scala di maturità Emram (Electronic Medical Record Adoption Model), sulla base di una certificazione indipendente dell’Healthcare Information and Management Systems Society, e se almeno 50 ospedali raggiungono almeno il livello 2 Emram.

La scala Emram misura il grado di digitalizzazione di un ospedale in otto livelli (da 0 a 7): il livello 0 indica l’assenza di digitalizzazione e il livello 7 identifica un ospedale totalmente digitalizzato, quasi completamente “senza carta”. «Parliamo di un investimento di oltre 1.450 milioni – osserva Cartabellotta – destinato alla completa informatizzazione di 280 ospedali. Ma oggi “ci si accontenta” di aumentare di almeno un livello Emram in tutti gli ospedali e di certificarne almeno 50 al livello 2: uno stadio ancora embrionale del percorso di digitalizzazione. Ovvero, se l’asticella è stata abbassata per raggiungere il target entro la scadenza, siamo distanti anni luce dall’obiettivo iniziale di informatizzare tutti i reparti di 280 ospedali. Peraltro, anche qui mancano i dati pubblici per valutare le differenze regionali e locali e lo status della trasformazione digitale degli ospedali italiani. Quali sono i 280 ospedali da digitalizzare? Quali sono stati certificati con quale livello di maturità digitale?».

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