
Stati Uniti e Taiwan hanno firmato l’accordo sulla riduzione dei dazi americani a carico dell’import di beni da Taipei, insieme agli impegni di spesa dell’isola per i prodotti a stelle e strisce.
L’intesa formalizza quanto concordato a gennaio sul taglio dei dazi statunitensi su molte esportazioni taiwanesi dal 20% al 15% e sul contestuale aumento degli investimenti nel settore tecnologico americano. L’accordo commerciale, che deve essere rivisto dal parlamento di Taiwan e che è destinato a irritare la Cina, contraria a rapporti formali tra Washington e Taipei, «eliminerà le barriere tariffarie e non tariffarie che gravano sulle esportazioni statunitensi verso Taiwan», ha commentato il Rappresentante per il Commercio americano (Ustr), Jamieson Greer.
«Questo accordo si basa anche sul nostro rapporto economico e commerciale di lunga data con Taiwan e migliorerà significativamente la resilienza delle nostre catene di approvvigionamento, in particolare nei settori ad alta tecnologia», ha aggiunto Greer, in una nota.
Taiwan prevede di facilitare un «aumento a lungo termine dei suoi acquisti di importanti beni statunitensi» fino al 2029, secondo lo schema diffuso dall’Ustr. Questi includono 44,4 miliardi di dollari in gas naturale liquefatto e petrolio, 15,2 miliardi in aerei e motori civili, nonché 25,2 miliardi in apparecchiature elettriche, reti elettriche e altri prodotti.
Washington si è impegnata a ridurre i dazi sui beni taiwanesi, in forza per dell’ impegno di Taipei a «compiere passi significativi per promuovere relazioni commerciali più forti e reciproche». Tra le altre misure, la riduzione delle barriere tariffarie da parte di Taipei, nonché un accesso preferenziale al mercato per le esportazioni industriali e agricole statunitensi.










