Storie Web sabato, Febbraio 14
Carne di cavallo, nuova proposta di legge bipartisan per lo stop alla macellazione

Reclusione da tre mesi a tre anni e multa da 30mila a 100mila euro per chi alleva equidi da destinare alla macellazione, con inasprimento di un terzo della pena nel caso in cui le carni siano immesse sul mercato.

Passa attraverso il riconoscimento dello status giuridico di “animale da affezione” la battaglia che alcuni parlamentari (e associazioni animaliste) stanno portando avanti per riconoscere a cavalli e pony, ma anche a muli, asini e bardotti, la dicitura «Non Dpa – non destinato alla produzione alimentare». I due Pdl – a firma Susanna Cherchi (M5S) e Luana Zanella (Avs) – sono appena stati incardinati in commissione Ambiente a Palazzo Madama (nel pacchetto è confluito anche un analogo provvedimento a firma Michela Brambilla, Noi-Moderati).

È la prima volta, dopo i numerosi tentativi profusi in quattro legislature, che l’iter di esame si mette in moto, segnale – secondo Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, impegnata da anni in questa battaglia – «di un passaggio politico rilevante e atteso». «Il Parlamento – prosegue Cupi – ha deciso di affrontare una pratica crudele e opaca, che provoca gravi sofferenze agli animali e pone seri interrogativi anche sul piano della tutela della salute pubblica».

La stretta prevede, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge, l’obbligo di iscrizione nel Registro anagrafico – pena una sanzione da 20mila a 50mila euro – di tutti gli equidi, che saranno identificati e monitorati mediante inoculazione di un transponder. Ogni animale iscritto nel registro sarà dichiarato “Non Dpa”.

Gli allegati ai Pdl in discussione, aggiornati al 20 gennaio 2026, attestano un andamento decrescente del numero di macellazioni di equini in Italia dal 2012 al 2025. Al 1° gennaio 2012 erano pari a 2.952 provenienti da Stato estero e 1.657 provenienti dall’Italia, per un totale di 4.609. Al 1° gennaio 2019, 1.304 di animali provenienti dall’estero e 2.332 dall’Italia, per un totale di 3.636. Al 1° dicembre 2025 erano 567 da Stato estero e 1.445 dall’Italia, per un totale di 2.012 capi. Le regioni con il più alto numero di esemplari macellati sono la Puglia (34,32%) seguita da Emilia- Romagna (20,30%) e Veneto (13,67%).

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