
Ucraina, al centro dei lavori – per quanto riguarda sia il negoziato territoriale che la sicurezza energetica – ma anche Gaza, Venezuela, Sudan e Indo-Pacifico. Alla 62ma Conferenza sulla Sicurezza a Monaco del 13-14 febbraio i leader avranno sul tavolo soprattutto il dossier della guerra iniziata con l’invasione della Russia ormai quattro anni fa. A rappresentare l’Italia ci saranno il ministro degli Esteri, Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Tajani parteciperà alla riunione dei leader proprio sull’Ucraina oltre a co-presiedere una tavola rotonda sui metodi innovativi contro l’immigrazione irregolare e la criminalità organizzata che opera nel settore, e partecipare ad un incontro informale dei Ministri degli Esteri G7, il primo in presenza sotto Presidenza francese e a una riunione dei Ministri degli Esteri E5 (Italia, Francia, Germania, Polonia e Regno Unito), piattaforma di dialogo strategico sul rafforzamento della difesa europea e sulle sfide di sicurezza comuni.
Iimpegni dell’Italia per Kiev. La tutela delle infrastrutture energetiche
Quindi, oltre ai round negoziali sul territorio, per l’Ucraina il tema della crisi energetica è centrale, con nuovo pacchetto annunciato a dicembre che include fondi della Cooperazione italiana (10 milioni) e forniture di caldaie industriali e generatori elettrici, anche da parte del settore privato.
Nel settore è attivo un gruppo di coordinamento G7+ Energy della Piattaforma Donatori per l’Ucraina. Il Governo italiano interviene sostegno della resilienza del settore energetico ucraino sia con crediti d’aiuto (100 milioni a favore della società “Ukrhydroenergo” tramite BERS) che con contributi a dono in particolare attraverso la Energy Community, da ultimo nello scorso dicembre con un finanziamento di 10 milioni. Alla riunione informale del G7 la sessione sull’Ucraina dovrebbe focalizzarsi su una serie di proposte incentrate soprattutto sulla tutela delle infrastrutture energetiche ed in particolare: 1) fornitura di materiale volto a far fronte all’emergenza in corso; 2) impegno a favore una moratoria degli attacchi contro le infrastrutture energetiche; 3) rafforzamento della sicurezza del sito nucleare di Chernobyl, danneggiato dagli attacchi russi. Altre proposte contemplano la prosecuzione dell’impegno sul fronte.










