
La diplomazia non si ferma: il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha detto che le parti sembrano pronti a compromessi
Tre funzionari statunitensi hanno dichiarato al Wall Street Journal che il Pentagono ha dato istruzioni a un altro gruppo d’attacco di portaerei di prepararsi per lo spiegamento in Medio Oriente, nel contesto dei preparativi per una possibile azione militare contro l’Iran. Un primo gruppo d’attacco di portaerei guidato dalla USS Abraham Lincoln è arrivata nella regione alla fine di gennaio. Secondo il rapporto, mentre proseguono i negoziati, l’amministrazione Trump sta cercando di aumentare la pressione su Teheran.
Nonostante le pressioni, infatti, la diplomazia non si ferma. Stati Uniti e Iran “sembrano pronti a compromessi” per arrivare a un “accordo sul nucleare” iraniano e “Washington è pronta a essere flessibile sulla richiesta fondamentale di stop da parte dell’Iran a tutte le attività di arricchimento dell’uranio” mentre “Teheran vuole davvero arrivare a un accordo reale” e “penso accetterà restrizioni sui livelli di arricchimento e un regime rigoroso di ispezioni”. Lo ha detto il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, in dichiarazioni al Financial Times rilanciate dall’agenzia turca Anadolu in cui ha affermato di considerare “uno sviluppo positivo” il fatto che “gli americani sembrino disposti a tollerare l’arricchimento dell’uranio iraniano entro certi limiti stabiliti chiaramente”.
Fidan ha anche detto però di temere “l’assenza di progressi sul dossier nucleare se gli Usa insisteranno nell’affrontare insieme tutte le questioni”, ovvero anche quella del programma missilistico iraniano e del sostegno che Teheran è accusata di fornire a gruppi armati nella regione. E, è l’avvertimento del ministro rilanciato dalla Anadolu, “il risultato potrebbe essere una nuova guerra nella regione”.









