Storie Web giovedì, Febbraio 12
Orchestra di Santa Cecilia tra le prime al mondo per tour esteri e produzioni

Un fiore all’occhiello della cultura italiana che fa bene a tutto il Paese: ne è convinto Massimo Biscardi, che da un anno guida l’Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma, con i suoi 500 anni di storia una delle più importanti fondazioni lirico-sinfoniche italiane, molto conosciuta e apprezzata anche all’estero, come dimostrano non solo il numero di tournée in altri Paesi e il loro successo, ma anche un importante riconoscimento arrivato alcuni giorni fa dalla rivista inglese «Bachtrack».

Il magazine (che analizza l’attività delle maggiori istituzioni musicali in tutto il mondo) ha infatti collocato l’Orchestra dell’Accademia al sesto posto nella classifica internazionale delle principali orchestre per numero di Paesi visitati in tournée e le ha assegnato il settimo posto per numero complessivo di concerti e produzioni. «Credo sia importante anche per l’Italia il fatto che ci siano realtà come l’Accademia o la Scala di Milano che compaiono nei cartelloni dei più grandi teatri del mondo, grazie alla qualità e alla fama delle loro produzioni», dice Biscardi, che dell’Accademia è presidente, sovrintendente e direttore artistico.

Attività all’estero strategiche

«Perciò – aggiunge – Santa Cecilia deve continuare su questa strada e, anzi, sviluppare ulteriormente l’e attività all’estero». Nel 2025 sono stati 29 i concerti realizzati fuori sede, in crescita rispetto alle 24 tappe del 2023 e alle 27 del 2024, con tre grandi tournée che hanno portato l’Orchestra e il direttore musicale Daniel Harding in diversi Paesi tra Europa e Asia. Oltre 35mila gli spettatori nelle 21 tappe europee e circa 19mila in quelle asiatiche, con sette concerti «sold out».

«Il nostro obiettivo è tenere una media di circa 30 concerti l’anno in tournée e confermo questo dato a budget per il 2026. Purtroppo, c’è un problema di natura economica che dobbiamo risolvere – precisa Biscardi -. Fino a dicembre 2o24 era in vigore una misura di sostegno da parte del governo, che consentiva alle fondazioni lirico-sinfoniche di richiedere una partecipazione per le spese di viaggio, ma questa misura non è stata rinnovata e, a partire dal 2025, dobbiamo cercare sposnsor privati per sostenere questo tipo di attività». E se è vero che un’istituzione come l’Accademia di Santa Cecilia gode del sostegno di tanti mecenati e sponsor privati (che nel 2025 hanno contribuito alle attività con quasi 3 milioni di euro), trovare partner per le attività all’estero è in genere meno facile. «Ci rimboccheremo le maniche e troveremo una soluzione, ma invito il governo a rivedere la sua decisione e riproporre il contributo, almeno per alcuni casi straordinari», dice il presidente.

Pubblico e incassi in aumento

Biscardi traccia anche un bilancio del suo primo anno in carica, con risultati molto positivi e in controtendenza: «Dopo la pandemia da Covid 19, il pubblico dell’opera lirica è aumentato progressivamente, mentre per la musica sinfonica è accaduto il contrario. Noi, invece, cresciamo». La stagione 2025-2026 ha registrato (al 2 febbraio scorso) oltre 51mila biglietti vednuti (quasi 5mila in più della scorsa stagione alla stessa data) per un totale di 1,78 milioni di euro incasati (281mila euro in più) e sono aumentati abbonamenti e carnet venduti, in particolare, quelli dedicati ai giovani, cresciuti del 10%, frutto forse anche delle tante attività e corsi rivolte a ragazzi e a bambini. Senza contare il sold out per quasi tutte le recite del sabato (2.756 posti), con una media di 7-8mila spettatori a settimana.

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