Storie Web martedì, Febbraio 10
Hi tech per l’agroalimentare, crescono le start up e gli investimenti nel settore

L’identikit dei founder

Il founder italiano ha un’età media di 38,7 anni ed è altamente qualificato: oltre il 90% possiede un titolo universitario e ben il 35,2% ha conseguito un PhD, un dato che «posiziona l’Italia ai vertici europei per preparazione accademica degli imprenditori dell’Agrifoodtech».
Il settore premia l’esperienza dei fondatori: il 53,1% è composto da “serial founder” ovvero imprenditori che hanno già fondato e gestito altre startup, portando con sé competenze preziose in termini di gestione aziendale, fundraising e scaling. Il 73% dei founder vanta inoltre una competenza pregressa nel settore agroalimentare, garantendo una profonda comprensione delle dinamiche di mercato.

Trasferimento tecnologico università-impresa

L’ecosistema agroalimentare italiano «si distingue per una forte capacità di sviluppo tecnologico autonomo: oltre il 62% delle startup sviluppa la propria tecnologia internamente mantenendo il pieno controllo sull’innovazione e creando soluzioni proprietarie ad alto valore aggiunto», si legge nel report. La tutela della proprietà intellettuale «è altrettanto strutturata, con il 42,2% delle startup che ha depositato almeno un brevetto e il 46,9% che ha registrato marchi commerciali».

Ai protagonista delle novità

Sul fronte delle tecnologie adottate dalle startup, l’Intelligenza Artificiale si attesta al primo posto (43,8%), seguita da Biotecnologie (30,5%) e Machine Learning (29,7%). «Ma ciò che davvero distingue l’Italia – dicono da Eatable Adventures – è la maturità di queste soluzioni: ben il 74,3% delle startup si posiziona in fasi avanzate di sviluppo (TRL 7-9), con tecnologie validate e pronte per l’adozione industriale».

Il 17,6% delle tecnologie nasce in collaborazione con università, a testimonianza di come l’Italia stia progressivamente costruendo ponti più solidi tra ricerca accademica e applicazione industriale, valorizzando il patrimonio scientifico nazionale e trasformandolo in asset competitivi per il mercato.

Le innovazioni si concentrano in quattro aree chiave: “Produzione e Trasformazione Alimentare” guida il mercato con il 31,1%, seguita dall’Agritech (27,7%), che vede una predominanza di soluzioni per l’automazione delle colture e la robotica; “Logistica e Delivery” (19,6%) e le tecnologie per “Retail e horeca” (16,2%) completano il podio confermando una filiera sempre più integrata e digitale.

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